Interventi

Discorso su Marx – Intervento di Massimo D’Alema all’Università di Pechino 5 maggio 2018

Intervento di Massimo D’Alema - Peking University, Beijing
Nel 1992, nel clima culturale che si era determinato nel mondo occidentale dopo la caduta del Muro di Berlino e il crollo dell’Unione Sovietica e del sistema dei paesi socialisti dell’Est europeo, Francis Fukuyama pubblicò un libro: “La fine della storia” che sembrò aprire un’epoca nuova e indicare una tendenza non reversibile.
In esso si teorizzava che, con la fine del comunismo, il mondo si sarebbe unificato sotto l’egemonia del capitalismo e della democrazia liberale. Il dominio del mercato avrebbe non solo posto fine al conflitto sociale – a quel conflitto tra servo e padrone teorizzato da Marx come il motore della storia -, ma avrebbe creato le condizioni del migliore dei mondi possibili. L’economia di mercato e il capitalismo avrebbero corrisposto ai bisogni fondamentali e garantito una allocazione razionale delle risorse; mentre lo sviluppo economico e tecnologico avrebbero progressivamente omologato le differenti culture e i particolarismi nazionali unificando il mondo sulla base del modello culturale del capitalismo occidentale.

IL TRIBUTO AL FILOSOFO EMANUELE SEVERINO A BRESCIA

2 e 3 marzo 2018, in Palazzo Loggia e presso le Università Statale e Cattolica
Promosso dall’ASES (Associazione di Studi Emanuele Severino) venerdì 2 marzo, dalle ore 8.30 alle 13, in Palazzo Loggia si tiene il Convegno sul filosofo Emanuele  Severino, con apertura alla cittadinanza ed ai rappresentanti delle istituzioni. Il Convegno poi prosegue nel pomeriggio ed il giorno successivo, presso le sedi della Università Statale e dell’Università Cattolica.

Cesare Trebeschi: Udienza con Paolo VI. Libro di Massimo Tedeschi

Quando gli anni scappano a decine, capita di passar in rassegna molti cimiteri: ricordo di aver ammirato con Mino, la sobrietà di quello della sua Orzinuovi, essenziale nelle epigrafi puramente anagrafiche, mentre a un tiro di schioppo i figli dolenti del defunto costruttore di orologi da campanile si premurano avvertire vivi e defunti “che continuano la ditta”.  Costretto dalla professione a frequentare cimiteri e anticamere, Massimo Tedeschi (che peraltro nella sua monumentale, semiclandestina, storia del nostro Consiglio comunale non aveva dimenticato l’u­dienza) escogita un anniversario quarantennale: molti hanno festeggiato nozze d’ar­gento e messe d’oro; ahimè, 40 pare richiami il numero della quaresima. Pochi mesi dopo quell’udienza Paolo VI sarebbe scomparso: col suo struggente pen­siero alla morte la presagiva; dopo 40 anni come non legger quell’incontro co­me un testamento, un legato te­sta­mentario del gladiatore morente alla sua città?
In quell’occasione impressionò il suo penoso camminare come su sassolini: ben ricordo in altra udienza i fulmini dei segretari quando mia mamma si permise di dirgli ma santità, si sieda, faccia come fosse a casa sua!  sassolini? era schiacciato da un macigno, il macigno del pontificato.

Bragaglio: Paolo VI ed il Consiglio comunale di Brescia in Vaticano

Tra i momenti più significativi dei miei più lontani ricordi, sicuramente vi ritrovo l’Udienza del Consiglio Comunale di Brescia con Paolo VI, tenutasi il 10 dicembre 1977 in Vaticano. Un’emozione, profondamente avvertita, neppure trattenuta, mentre ci incamminavamo con i colleghi del Consiglio Comunale, lungo il colonnato del Bernini, poi a destra, entrando da un ingresso laterale, su per gli scaloni del Vaticano, con lo sguardo rivolto alla bellezza straordinaria delle architetture e delle pitture, fino alla Sala del Trono. Tale Udienza ha rappresentato un evento tra i più significativi della storia cittadina. E non solo.



 

Bragaglio: Brescia e Paolo VI la storica udienza in Vaticano 40 anni fa

L’Udienza del Consiglio Comunale con Paolo VI, tenutasi il 10 dicembre del ‘77 in Vaticano, rappresenta un evento tra i più significativi della nostra storia cittadina. E non solo. Una vicenda oggi puntualmente ricostruita da Massimo Tedeschi in: “La Loggia in Vaticano”, edito da Morcelliana ed in questi giorni nelle librerie.
Un incontro che è andato anche oltre le formalità e che ha visto il Papa evocare, con la vivacità della sua intelligenza, ricordi suoi anche personali. Un Papa però che, mentre nella “Sala del Trono” si avvicinava a noi Consiglieri con un incedere affaticato, ieratico, manifestava anche la sofferenza degli anni, e forse del suo stesso magistero.
Ed è questa immagine sofferente che verrà evocata dal sindaco Cesare Trebeschi, nel Consiglio Comunale convocato il 9 agosto del ‘78, all’indomani della morte di Papa Montini.
“Scomparso improvvisamente – afferma Trebeschi - si è detto da chi non ebbe la ventura, in questi ultimi anni di vederlo fronteggiare senz’altre forze che una volontà sovrumana la propria agonia e l’agonia del mondo: così che attoniti non lascia tanto la sua morte quanto il suo sopravvivere ad un lavoro eccezionale e a dolori atroci, per tanto tempo….eppure chi lo avvicinava era soggiogato da questo fisico fragilissimo, capace di reggersi e di reggere un ingovernabile timone…”.



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