Interventi

Elena Piovani

ELENA PIOVANI

d’ora in poi sarà con noi
solo nel caro e commosso ricordo
d’una figura straordinaria,
per il suo impegno nella scuola,
per l’intensa attività culturale,
in particolare per i suoi 20 anni

di presidenza della Libreria Rinascita,
per la sua inconfondibile presenza
nella realtà della sinistra bresciana.

 

Con immensa gratitudine
GRAZIE ELENA

Un caro abbraccio, di noi tutti
a Rina ed ai familiari.

Claudio

Brescia 2 giugno 2014

 

 

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Gara nazionale di elettronica all'Itis Castelli

Martedì 6 e mercoledì 7 maggio 2014 all'Itis "B. Castelli" di Brescia si è svolta la tredicesima edizione della Gara Nazionale di Elettronica, indetta dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca nell'ambito della valorizzazione delle eccellenze.

La competizione è stata organizzata quest'anno dall'istituto bresciano, vincitore della precedente edizione che si è tenuta presso l'Istituto "E. Majorana" di Seriate (BG).

La Manifestazione ha visto coinvolti trentatré studenti provenienti da altrettanti Istituti Tecnici ad indirizzo elettronico di quasi tutte le Regioni d'Italia.

Il migliore studente di ogni Istituto ha dovuto affrontare una prova, suddivisa in due fasi, di cinque ore ciascuna, nella quale era richiesta la progettazione di massima, il montaggio ed il collaudo di un dispositivo elettronico in grado di risolvere la richiesta di un ipotetico committente.

Il pomeriggio del giorno 6 maggio studenti e docenti accompagnatori accolti dal Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Ungari e dal Sindaco Emilio Del Bono, hanno visitato palazzo Loggia  e i luoghi storici più interessanti del centro cittadino.

Il giorno 7 maggio, nella mattinata, con gli insegnanti accompagnatori hanno effettuato un tour alla scoperta della sponda bresciana del lago di Garda: da Sirmione alla terrazza di Polpenazze.

Fenaroli: 25 aprile 2014 all’OM IVECO

Grazie per questa assemblea che riunisce i lavoratori e la città.

Dentro l’azienda che sta al centro del sistema industriale e occupazionale e che costituisce un nucleo decisivo della sua storia non solo produttiva, ma sociale, civile, politica. Così è doveroso ricordare e dare valore al contributo da qui dato alla liberazione. Questo cippo porta i nomi di 55 uomini che hanno perduto la vita come partigiani combattenti, e nel bombardamento della fabbrica che, con la città, fu colpita il 10 marzo 1945, e che non sono tornati dai fronti di guerra.

E’ importante che siano riuniti in un unico monumento: vittime della sciagurata guerra voluta dalla dittatura.

Per tutti Giuseppe Gheda, giovane operaio OM, corse in montagna nell’autunno del 43, catturato e condannato a 20 anni di carcere, riuscì a fuggire ed a riprendere la lotta partigiana, morì sul Sonclino il 19 aprile 45, a una settimana dalla Liberazione.

Anche Mario Donegani lavorava alla OM. “Sovversivo” perché ardito del popolo, confinato a Lipari per cinque anni, viene poi a lavorare qui. Il 13 novembre 43 è tra i prelevati da casa nell’eccidio di piazza Rovetta. Ritenuto morto viene lasciato lì nella via, ma riesce a fuggire ed a riprendere la montagna. Fu bruciato dai fascisti dentro un fienile a Mura di Savallo, il 26 ottobre ’44.

Liberazione: da cosa? Dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame, dalla paura.

Ricordo di Piero Padula - a 5 anni dalla sua scomparsa

di Innocenzo Gorlani 

San Faustino 21 marzo 2014

Ho conosciuto Piero nell’estate del 1956, reduce dalla maturità classica conseguita a Desenzano. Me lo ha presentato il cav. Costanzo Dordoni di Quinzanello. Piero era delegato provinciale del Movimento giovanile della DC. Lo ricordo alto, magro, capelli neri, schietto, suscitava rispetto. Comincia lì il nostro sodalizio che avrà più di una ragione per consolidarsi – come dirà Mino (nel libro di Tonino Zana) degli amici della Base – che avevano in comune * professione, *casa, *partito, *corrente ! Che più ?

Intervento di Paolo Corsini sul PD

Cesare Damiano ci ha offerto un regesto prezioso delle politiche sulle quali dobbiamo cimentarci, ma credo sia opportuno tematizzare anche la questione della politica, al di là dell'elenco delle politiche. Quanto a questo profilo confesso che sono molto pessimista. Potrei condensare il mio pensiero parafrasando due righe dell'Orlando Innamorato, due versi che risalgono a 563 anni fa: "la politica, che non se n'era accorta, andava combattendo ed era morta". A prescindere dalla provocazione, certamente paradossale, il quadro con il quale dobbiamo misurarci resta senza dubbio deprimente.

In effetti l'antipolitica, il populismo regressivo da un lato e l' apolitica dall'altro - l'assenza di politica che abbiamo constatato anche alle ultime consultazioni amministrative, emblematico il caso di Viareggio dove noi vinciamo con il 78% e vota a malapena un terzo dei cittadini - ci dicono che lo spazio della politica è sempre più contestato, negletto, persino rimosso nel tempo di un linguaggio defraudato ed inespressivo. Twitter in sostanza dice di un  cinguettio querulo e svagato, Facebook di un'estetizzazione permanente che si traduce nel “mi piace”; svanisce l'impegno di un discorso pubblico retto sull'argomentazione politica capace di suffragare disegni e progetti. Per questa ragione credo dunque che il tema del partito sia centrale. Per quanto mi riguarda rifuggo da una politica che è sempre più rappresentazione e sempre meno rappresentanza, quella politica contemporanea che si riassume nella democrazia del pubblico, per cui i leaders politici sono gli attori che recitano sulla scena di un teatro di cui i cittadini sono gli spettatori. E così pure ritengo che si debba mantenere alta la soglia di difesa nei confronti di quella democrazia istantanea, senza mediazioni, che abolisce dal proprio orizzonte il tema dei fini, l'obiettivo di una crescita della civiltà della convivenza, quella democrazia per la quale la società civile diventa opinione pubblica che a sua volta si trasforma in audience. Se questa raffigurazione è minimamente probabile allora il partito è a questo punto fondamentale perché soltanto un partito che sia consapevole di se stesso, del suo ruolo, delle sue funzioni, può restituire dignità alla politica e pienezza alle sue ambizioni. Per quanto riguarda il Partito democratico due sono le derive da evitare.

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