Brescia dall’alto: le piazze delle libertà

Il tutto, o quasi, dipende dalla prospettiva.
Che sia per una fotografia o, ancor più, per la vita stessa. Dall’alto poi, l’attrazione d’una città è irresistibile. Quindi su per scalinate di campanili e torri conquistati con l’affanno d’un esploratore di nuvole e di cieli, pur di vedere dall’alto una città, con piazze ed antiche mura, guglie ed archi rampanti di cattedrali gotiche. O distese antiche di tetti rosso cupo e muschio, a far da segreto scrigno per vicende e tempi misteriosi.
Meraviglie d’una città, la cui storia convive o spesso pure si scontra con le architetture del suo futuro. D’una città come Brixia, certo fidelis ma in primo luogo a se stessa, pur nel tempo contesa dalla prepotenza d’una Milano viscontea o dal fascino d’una Venezia repubblicana. D’una città che solo in età matura scopre d’esser bella e desiderata dallo sguardo quotidiano dei suoi concittadini, dal crescente corteggiamento dei turisti, o dal divagare di flâneur che, come dei moderni Baudelaire scoprono, passeggiando, le emozioni vivide del paesaggio o d’un flessuoso corpo urbano.
Brescia con palazzi e piazze della propria storia - romana e longobarda, comunale e rinascimentale - offre, ancor più desiderata, bellezza e fascino anche a chi vien da lontano, con pelle, idiomi, culture dell’arcobaleno e con speranze loro per una vita nuova.

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