Sindaca Castelletti: il bilancio di metà mandato e la freccia nel futuro
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Non solo in sala, ma ancor più espliciti le valutazioni ed i commenti successivi all’illustrazione della Sindaca. Netta la sensazione d’un Programma “gettato” come un solido ponte sul futuro, quindi ben oltre anche il quinquennio. Come già ipotizzato dal PD, in sede di Consiglio Comunale, da Roberto Cammarata, segretario cittadino. E come peraltro poi confermato, in questa occasione, anche da puntuali commenti degli stessi giornali. Che poi vi sia -ovviamente- l’incognita del voto del quinquennio va da sé. E ricordarcelo sempre – come un’impegnativa “prova del fuoco” per la Loggia – non è per nulla un’ovvietà, vista anche la pessima situazione politica generale, con l’esplosione anche di nuove guerre.
Ma quel preciso scoccar di freccia al Borsoni è stato molto esplicito e convincente. Al punto da richiamarmi alla memoria la scontata immagine d’una emulazione di Ulisse con quel suo arco e quella sua freccia rapida e sicura tra i vari anelli. Sian quelli già oltrepassati in Loggia, che i prossimi ancora da infilare. Immagine per nulla originale, ma che comunque m’intrigava.
Se non che – ripensandoci, anche solo un momento dopo - già non mi funzionava più così alla perfezione. Perché – seppur con tutte le proporzioni adattate al caso nostro - il protagonista dell’Odissea non mi si rifletteva bene nel paragone con una Sindaca, che si rivendica giustamente tutta al femminile. Pensiamo anche solo alle sette mila partecipanti della “Corsa Rosa”, promossa in queste ore, con la sindaca Castelletti che partecipa in città, ma in vesti bresciane d’un simil-Ulisse!
Neppure mi poteva funzionare l’immagine, pur così intrigante nell’Odissea, ma invertendo ipocritamente i ruoli. Ovvero, con Ulisse al telaio e Penelope con l’arco in mano. Men che meno -poi- mi potevano funzionare alcuni altri nostri attori - “intra et extra” il Consiglio Comunale - ma immaginandone alcuni di loro nelle vesti dei famosi Proci – con la loro relativa e brutale fine - sempre per stare al paragone col gran Poema.

