Dopo Milano: riflessioni sulla Torre Tintoretto

All’indomani dell’incontro di Milano (17 marzo) e della consegna d’un nuovo Studio di fattibilità, da parte di Investire SGR, come da impegno convenuto m’attendevo un momento di analisi e di approfondimento tra i partecipanti. Mi auguro che in tempi utili si possa avere.
Per motivare chiaramente i miei rilievi ricorro ad un antefatto che dice d’un singolare percorso, che mi è risultato per molti aspetti incomprensibile. In particolare sotto il profilo d’un confronto di merito a livello istituzionale e, se posso aggiungere, anche politico tra partiti, gruppi consiliari e soggetti della maggioranza consiliare. Come invece meriterebbero l’importanza dell’argomento e la storia dell’impegno del centro sinistra e del contrasto su questo tema con il centro destra
Mi limito all’essenziale. Dopo l’approvazione della Delibera del 3.6.2015 (a mio parere condivisibile) e la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa tra i vari soggetti, Investire  presenta, il 14.10.2015, un primo Piano di fattibilità che rimane per due mesi riservato. Il 21 ottobre sulla stampa locale esce con grande rilievo la notizia dell’incontro positivo, a Roma, del Sindaco Del Bono con Cassa Depositi Prestiti che, come sottolinea il Sindaco, si fa carico delle spese di riqualificazione dell’immobile. Sulla base della proposta avanzata da Fondazione Housing Sociale.
Notizia del tutto positiva, evidentemente. Cui è seguito un silenzio di due mesi che, nelle aspettative, mi sembrava dovuto ad un conseguente lavoro di realizzazione. Fino al 23 dicembre, quando invece il Presidente Isacchini, per la prima volta dalla costituzione della Giunta Del Bono, parla pubblicamente della demolizione della Tintoretto. Nel frattempo, si saprà dopo, il 6 di novembre (quindi un paio di settimane dopo la conferenza stampa che annunciava la riqualificazione) Investire aveva già presentato (immagino avendo fatto anche una qualche verifica al riguardo)  una Osservazione alla Variante del PGT per rendere possibile l’abbattimento.
Solo dopo il 23 dicembre - e non in sedi istituzionali, ma sulla stampa  -  si è riaperto il dibattito a tutti noto. E che non richiamo.
In attesa dell’auspicabile confronto di merito mi permetto d’inviare alcune annotazioni, che mi auguro possano essere utili a definire problemi ed obiezioni di merito, nonché di legittimità. Intesi come nodi oggettivi da affrontare, al di là delle diverse opinioni. Ben consapevoli dei passi che facciamo, oltre che dei rischi possibili.

In evidenza

Cerca nel sito

Fotografia del giorno

Il presidente o...

Nuova Libreria Rinascita