Trasporto pubblico (TPL) e Metrò

L’agenzia del Tpl lancia l’allarme

BRAGAGLIO. Intervista a “LA VOCE DEL POPOLO”: LA SOPPRESSIONE DELLE CORSE DEL TPL NON È SOLO UN’IPOTESI.
Mancano all’appello 5,5 milioni di euro. Il presidente Claudio Bragaglio: “Da luglio potremmo essere costretti a tagli drammatici”
Intervista di Romano Guatta Caldini. 14 febbraio 2019

Bragaglio, cosa prevede il nuovo Programma di bacino?
R: Dopo l’approvazione del Programma, che per la prima volta comprende la provincia nella sua totalità, stiamo avviando la gara per l’affidamento del servizio. Abbiamo stabilito 7 anni, ma può darsi che nella fase di esecuzione possano essere anche di più, per un totale di 450 milioni di euro. Il costo del Tpl (Trasporto pubblico locale) bresciano su gomma, quindi esclusa la metropolitana, ammonta a circa 65 milioni l’anno. Il restante 40% è coperto dalla tariffazione. Prevedendo un incremento di circa 5 milioni di km, intervenendo anche sulla struttura di alcune linee di forza, dove c’è maggior carico di movimentazione. Sempre tendo ben presente che una parte molto significativa del trasporto pubblico provinciale è quello scolastico. L’utilizzo da parte degli studenti si aggira attorno al 60/65% dell’uso del mezzo pubblico.

Con gli attuali criteri Brescia Perde 12 milioni

Con gli attuali criteri Brescia Perde 12 milioni
di Davide Bacca (giornale di Brescia)
La traversata del deserto non è ancora finita, perché bisognerà capire quali “correttivi” verranno effettivamente messi in campo dalla regione per modificare i fabbisogni standard. Eppure Brescia vede la luce in fondo al tunnel. Progetti e programmi dicono di un potenziamento del trasporto pubblico: più bus, più treni, più qualità. Ma senza risorse è come fare un matrimonio con i fichi secchi.  Senza le modifiche approvate in questi due giorni dal Consiglio regionale Brescia era sull’orlo del baratro, per usare le parole di Claudio Bragaglio, presidente dell’agenzia del Tpl di Brescia.

Bragaglio: Piano di bacino, altro pressing sul Pirellone

Comune e Provincia non approveranno il Programma di trasporto fino a quando la Regione non sanerà il trattamento su autobus, metro e pullman
 
di Mimmo Varone (Bresciaoggi. 08/12/18)
Il rifiuto del sindaco Emilio Del Bono e del presidente della Provincia Samuele Alghisi di approvare il Programma di trasporto di bacino (Ptb) preparato dall'Agenzia del Tpl sta creando una situazione seria. Loggia e Broletto prima di dare l'ok vogliono che la Regione sani la «iniquità» con cui tratta Brescia in termini di contributi per bus, pullman e metropolitana.
Ma il tempo passa, nulla sembra muoversi nonostante l'impegno dei tre assessori regionali bresciani, Davide Caparini al Bilancio, Fabio Rolfi al Territorio e Alessandro Mattinzoli allo Sviluppo economico. Dunque, urge un tavolo di trattativa per tentare un accordo.
Una mossa in questa direzione la fa il presidente dell' Agenzia Claudio Bragaglio, che giovedì ha inviato al Governatore Attilio Fontana, a Del Bono e ad Alghisi una lettera in cui il (pressante) suggerimento traspare chiaro tra le righe
Se non si arriva rapidamente a un accordo, con conseguente approvazione del Programma, l'Agenzia non può procedere alla definizione del Piano economico finanziario, di conseguenza non può definire i capitolati della gara per l'affidamento al gestore unico del servizio sull'intero territorio provinciale, città comprese.

Il trasporto pubblico è a un bivio, senza risorse rischia il collasso. Intervista

Claudio Bragaglio, presidente della Agenzia del TPL di Brescia
“IL TRASPORTO PUBBLICO E’ A UN BIVIO, SENZA RISORSE RISCHIA IL COLLASSO”
Intervista di Davide Bacca (Giornale di Brescia 19 11 18)

Claudio Bragaglio non ha dubbi. «Il trasporto pubblico bresciano è a un bivio. O imbocca la strada che noi abbiamo disegnato, quella di un servizio di qualità, ma allora servono più risorse per accompagnare la sua crescita. Oppure, se resta l’attuale assetto delle risorse, il trasporto pubblico bresciano rischia il collasso». In ballo, per il presidente dell’Agenzia del Tpl di Brescia, non ci sono solo i 9 milioni per la gestione del metrò. C’è il «concreto rischio» che al budget bresciano manchino «15-20 milioni», con un conseguente «taglio alle corse dei bus del 20-25%». Questione affrontata anche venerdì, nell’ultimo vertice in Regione, e che sarà oggetto di un incontro coi sindacati nei prossimi giorni.
Presidente Bragaglio, gli incontri dei giorni scorsi tra Amministrazione, Agenzia, assessori e consiglieri regionali sembrava aver garantito al Tpl di Brescia le risorse per il 2019. Perché questo nuovo allarme?
«Gli incontri sono stati molto positivi, hanno consentito di fare un quadro delle risorse e dei rischi. Lì è nata l’idea di un patto politico-territoriale oltre gli schieramenti politici per valorizzare il trasporto pubblico bresciano. È una battaglia locale giocata dentro la battaglia della Regione, che noi sosteniamo, per avere una redistribuzione più equa del fondo nazionale trasporti. Ma, numeri alla mano, l’idea che garantire al territorio bresciano le stesse risorse del 2018 sia una buona soluzione, è sbagliata. Consolidando quelle cifre, ci esporremmo a un rischio elevatissimo: nel 2019 e soprattutto nel 2020, con l’entrata in vigore dei fabbisogni standard, avremmo una vera e propria amputazione del sistema del Tpl, pari al 20-25% dei km percorsi».


Adeguamento delle tariffe dei trasporti locali e contrasto alla evasione tariffaria

Con riferimento ad alcune lettere pubblicate nei giorni scorsi sul Giornale di Brescia, a partire da quella firmata dalla signora Flavia Gavezzoli dello scorso 29 luglio in cui sono state avanzate obiezioni sugli aumenti tariffari decisi dall’Agenzia del TPL di Brescia, desidero fare alcune precisazioni.
Mi preme anzitutto sottolineare che gli aumenti che saranno effettuati a partire da settembre riguarderanno il trasporto pubblico extraurbano; essi vengono stabiliti con una formula matematica (un “algoritmo”, predefinito dalla Regione Lombardia) che determina i criteri  dell’adeguamento necessario a recuperare l’aumento di costo di alcuni fattori.
In ogni caso, segnalo che dal 2015 non si sono avuti aumenti tariffari e che quelli che entreranno in vigore il 1 settembre prossimo sono pari all’1,32%, valore che si traduce in un aumento da 6 a 8 euro all’anno (ovvero a circa 50 centesimi al mese) con riferimento ai “classici” abbonamenti integrati annuali (fasce chilometriche B, C e D) che oggi costano, rispettivamente 432, 524 e 628 euro. Per opportuna informazione ricordo che gli abbonamenti corrispondenti a queste fasce chilometriche generano circa l’85% dei ricavi imputabili alla commercializzazione degli abbonamenti – annuali o mensili che siano – utilizzati nei tragitti interurbani.



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