Partito

Pure un "partito dei sindaci" nel PD? Meglio un PD federativo di un ampio campo progressista

La vittoria del Centro Sinistra e del PD indica la strada per un ampio “campo progressista”. Anche per Brescia, pensando al prossimo voto per la Provincia, il Comune Capoluogo e la Regione.
Leggo quanto sostiene con tono perentorio il Presidente dell’Anci nazionale, Antonio Decaro: “Se Letta ci trascura siamo pronti a fare nel PD il partito dei Sindaci”. Dice alcune cose vere, ma con il sincronismo d’un orologio inceppato. Senza rendersi conto di ciò che è già cambiato. Compresa la liquidazione d’un “congresso straordinario” evocato contro Letta. Per non dire poi del “refrain - anche a Brescia - della carovana in viaggio per il lancio d’una leadership nazionale di Stefano Bonaccini. E che, non a caso, anche Decaro richiama. Parlo non di legittimità, ma di politica visto che l’ultima sua proposta era il rientro di Renzi e di Bersani nel PD, ovvero la paralisi del “rigor mortis”!
Ma là dove arrancava una tale politica è arrivata risolutiva la cogente verità dell’urna elettorale. Che poi questo comporti anche una valorizzazione dei Sindaci è così evidente da non dover attendere lo slancio spericolato d’un Decaro verso porte già spalancate. Ma che ciò avvenga con forme lobbistiche – com’egli evoca, ma nel vuoto d’una politica alternativa a Letta - non mi sembra il massimo, data anche l’alta responsabilità che dovrebbe ricoprire.
Intanto non è possibile immaginare un “partito nel PD” di tali Sindaci che, quand’anche iscritti, son Sindaci non del solo PD, ma d’un ampio Centro Sinistra Civico. Ma, ancor più incomprensibile, è l’aspetto politico, ben sapendo che i Sindaci iscritti appartengono a tutte le componenti del PD: dal sopravvissuto renzismo a posizioni opposte. Quindi questo suo partito di Sindaci nel PD dovrebbe prescindere dalle loro idee politiche nel …partito stesso! Mi paiono contorsioni su un filo appeso al vuoto.


21 gennaio 1921 – 21 gennaio 2021 "Il centenario del Pci VENTIVENTUNO"

Il centenario del Pci - VENTIVENTUNO
Mostra documentaria
COMUNISTI! Volti e simboli di un’appartenenza

mostra promossa da
FONDAZIONE  LUIGI  MICHELETTI

MA.CO.F.  CENTRO  FOTOGRAFIA  ITALIANA
FONDAZIONE  DS  BRESCIA

Sabato 16 ottobre - Domenica 21 novembre 2021
Dal giovedì alla domenica dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Spazio Contemporanea - C.to sant’Agata, 22 - Brescia

Sabato 16 ottobre 2021 ore 17,30 Inaugurazione mostra
Partecipano: Ugo Sposetti, Orietta Truffelli, Boretti Nicoletto, Aldo Rebecchi

Incontri in Mostra

Mercoledì 20 ottobre 2021 ore 17,30
Presentazione volume
“Il nostro incrocio con la storia. Il racconto di quattro comunisti bresciani: Giuseppe Sartori, Mario Tambalotti Franco Torri, Giuseppe Paderno”
Partecipano: Mauro Baioni, Flavio Piardi, Claudio Bragaglio

Mercoledì 27 ottobre 2021 ore 17,30
Dibattito
La transizione “lunga”: dal Pci ai nuovi partiti
Partecipano: Pierangelo Ferrari, Mirko Lombardi, Carlo Fogliata
Coordina: Gherardo Ugolini

Mercoledì 3 novembre 2021 ore 17,30
Dibattito
Uno sguardo di genere: la militanza al femminile
Partecipano: Piera Bonetti Manuela Vespa, Grazia Longhi Meazzi, Donatella Albini
Con proiezione documentario Nilde Iotti (20 min.)

Venerdì 5 novembre 2021 - ore 17,30
Conferenza
Il Pci e l’ambiente, una dialettica fertile ma faticosa
Prof. Luigi Piccioni, Università della Calabria - Rivista “Altro900”
Introduce e conclude: Miriam Cominelli, Assessore all’Ambiente Comune di Brescia

Venerdì 12 novembre 2021 ore 15,00-18.00
Convegno (presso Fondazione “Luigi Micheletti”)
Popolo, classe operaia, masse. Il Pci e la società italiana nel Novecento
 
Manlio Calegari: “Comunisti e partigiani”

Gianfranco Quiligotti, Mariuccia Salvati: “Danilo Montaldi e la politica comunista”
Antonio Fanelli: “A casa del popolo”
René Capovin: “Populismo e Pci. Una lunga storia”
Stephen Gundle: “La sfida della cultura di massa”

Venerdì 19 novembre 2021 - ore 17,30
Convegno: Gramsci plurale

Prof. Daniele Balicco, (Università Roma Tre)
Global Gramsci. Geografie di un’eredità mondiale

Prof. Paolo Corsini (storico, già sindaco di Brescia)
Nell’anno Dantesco: la prigione di Gramsci, il carcere di Farinata



Il cammino verso la Loggia del 2023

Candidature autorevoli e credibili per un Centro Sinistra Civico

C’è tempo, ma…è da sempre complicato il cammino verso la Loggia. Mentre c’è chi avrebbe già allineato al traguardo del ‘23 una propria candidatura a Sindaco, ma fingendo il contrario. Eppure la storia bresciana è buona maestra, almeno per chi la sa ascoltare.
Si dice che per conoscere un viandante Freud chieda: “da dove vieni?”, mentre Jung gli si rivolge con un “dove vai?”. Due diverse domande, ma per sapere per davvero dove vada il viandante non si può ignorare anche da dove venga. Nella vita, ma pure nella politica. Anche locale.
Ogni passaggio, ha sempre vissuto discontinuità, dal dopo Boni in poi, quand’anche mimetizzate da apparenti continuità. Con pretese, anche di ristrette conventicole di potere, spesso scompaginate.
Infatti contro la designazione di Ciso Gitti, nel 1975 s’impose quella di Cesare Trebeschi. Il dopo Trebeschi, nel 1985, vide la scelta dell’on. Padula, del tutto estraneo alla Giunta uscente, come peraltro sempre avverrà, nonostante ricorrenti auspici di Sindaci uscenti in favore dei propri delfini.
Nel terremoto del 1990-92, le candidature delle segreterie del pentapartito saltarono in aria o durarono poco – come il Sindaco Panella – a favore d’un outsider PCI-PDS come Corsini, nel 1992. Con una spericolata operazione poi, nel 1994, lo scioglimento - in tre giorni tre! - del Consiglio Comunale, promosso dal Sindaco Corsini contro lo stesso PPI alleato ed il suo vicesindaco Odolini. In modo da impedire a Brescia ciò che il PPI aveva fatto in Regione, ovvero una Giunta con la Lega, con Presidente il leghista Arrigoni e vice il bresciano Marchioro.
Una scelta per lo scioglimento ad alto rischio, ma che ha poi  reso possibile eleggere Martinazzoli Sindaco, con una Giunta – ante litteram- dell’Ulivo.
Nel 1998 vennero accantonate ben tre proposte di Martinazzoli e per la sua successione si fece una scelta - in emergenza - con il “richiamo alle armi” di Corsini, parlamentare da soli due anni. Che vinse il ballottaggio con il 53% contro il 47% di Della Bona, con il voto della Destra al 52,7%!
Ma il rischio del vento cambiato s’è poi visto poco dopo, quando vi fu – nel dopo Lepidi - la vittoria della Destra con Cavalli in Provincia. Infine il dopo Corsini, nel 2008, ed anche in quel caso una svolta rispetto alla Giunta uscente. Venne infatti proposto l’on. Del Bono, mentre Gruppo e Segreteria dell’ex Margherita, sostenevano il vicesindaco Morgano.
Questo il cammino del nostro viandante. Nei momenti di cambiamento s’impone lo slancio coraggioso della novità d’una testa rivolta al futuro. Non già il trascinamento della coda d’un passato, per quanto sia condiviso ed importante. Tanto meno il gioco pericoloso delle mosse con teste di legno sulla scacchiera.


Regione e Loggia: il nodo coalizione, la priorità del Centro Sinistra Civico - programmi, candidati, rapporto con il M5S

Con voto unanime la Direzione Regionale del PD ha definito il percorso verso le elezioni regionali e comunali, proposto dal Segretario, Vinicio Peluffo. Con una Regione Lombardia politicamente “contendibile”. Un biennio decisivo alla luce anche del Governo Draghi con le scelte del Recovery Plan per la ripresa economica. Di rilevante importanza il prossimo voto, a partire da Milano, da Varese ed a seguire anche di altri Comuni, compresa Brescia.
Con il PD protagonista per un ruolo coalittivo, un crescente Civismo, un nuovo Centro Sinistra, un possibile confronto – non facile, ma opportuno – con il M5S. Non si tratta di stabilire un “a priori” di scelte strategiche, nella versione poco convincente di Goffredo Bettini. Infatti, dovendo risalire le rapide rischiose d’un fiume è tempo non di grandi strategie, ma di realismo. Non scordando che - pur col vento in poppa d’uno strategico Ulivo – il Governo Prodi 1 durò solo dal 1996 al ’98. Il Prodi 2 dal 2006 al ‘08. In quanto poi a Veltroni segretario PD, incoronato nel 2007 con primarie di 3,5 milioni di voti, se ne andò dopo 14 mesi. Si tratta non di pessimismo, ma di realismo, per evitare poi di tramutare in incubi i voli pindarici.


Tavolo del Centro Sinistra e nuovo Civismo a Brescia

Ho letto l’intervento di Andrea Rolfi (Bresciaoggi, 24 aprile) con molta attenzione, meritevole d’una piena condivisione e d’un confronto in quanto giovane Presidente del Consiglio di Quartiere del Violino, nonché esponente civico di “Città aperta”. Immaginando che nelle sue considerazioni critiche sul correntismo del PD e nell’attenzione sua alle scelte di Enrico Letta possa riflettersi il punto di vista d’una nuova generazione che si affaccia al futuro della politica locale, condividendo un punto di congiunzione – autonomo, critico, costruttivo - tra politica e civismo.
Come PD regionale in questi giorni abbiamo promosso un “seminario” di analisi dei processi sociali in atto, nel quale sono efficacemente intervenuti anche il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, ed il segretario provinciale, Michele Zanardi. Vi è la consapevolezza che crisi economico-sociale, vicenda Covid, Governo Draghi,...delineino un’incognita sul presente, ma anche la sfida d’una speranza nel futuro. Consapevoli anche delle difficoltà delle prossime elezioni per le “capitali” d’Italia: Roma, Milano, Torino, Napoli…, per il nuovo Presidente della Repubblica ed il prossimo Parlamento. E, per noi, anche delle incognite per Brescia e per la Lombardia. In questi tre anni si gioca un intero ciclo politico della storia del Paese. E per noi stessi.


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