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LETTA, BONACCINI,…? SERENI...MAI!

Telefonate, mormorii, commenti tra un volantino e l’altro distribuiti in una strana campagna elettorale, con dubbiosi sospiri anche di sacrestia che ancor più mi indispongono… sul “chi?” dopo il 25 settembre: Letta, Bonaccini, Decaro dell'Anci nazionale,…O con domande espresse un po’ alla larga, anche tra una sinistra incerta, con risposte del tipo: sai…bisogna vedere dopo il 25... Ma chiedendo, tanto per tastare gli umori, che si pensa dell’intervista di Bonaccini sulla Repubblica di ieri...
Per quel che mi riguarda mi ripeto ormai all’infinito, con cose che ho già detto e stradetto senza appellarmi al silenzio più ipocrita del famoso “quinto emendamento”. Od un “vedremo…vedremo”, dando così fin d'ora un segnale d’incertezza sul futuro!
Che vada bene o meno al PD dopo il 25 settembre penso invece che ci debba essere solo Letta, come segretario, se vogliamo tenere insieme il PD, con la schiena dritta, ed aprirci una via nuova e di svolta, per ricostruire ciò che in questi anni abbiamo dissipato. Congresso o non congresso…che sia. Perché il PD – comunque vada – non si troverà in una situazione normale. Per il Paese in crisi e per se stesso. Dopo che il gruppo dirigente attuale del PD - in grande misura è pure quello precedente - ha già cambiato una decina tra segretari e reggenti, che in 10 anni (dal 2008 al 2018) ha perso 6 milioni di voti dei 12 che aveva nel 2008, che ha fatto e disfatto varie leggi elettorali, compreso uno “sciagurato” Rosatellum, che ha gradito le liste bloccate mentre si predicavano le primarie, che è nato come partito maggioritario e si ritrova minoritario e per giunta senza alleanze e…via via elencando.
Chi cerca in Letta un alibi per le nostre difficoltà neppure si rende conto che trascina con sé la valanga che lo travolge! Che ci travolge. Neppure il “partito dei Sindaci” si salva dalle corresponsabilità perché ha votato compatto nei Congressi vari Segretari ma che fossero i vincenti, nonché tutte le varie politiche nazionali…compresa l’idea di un partito ipermaggioritario e solitario...mentre gli stessi Sindaci vincevano invece nei loro Comuni - e per fortuna nostra! - praticando una politica opposta. Ovvero – come a Brescia – con coalizioni molto ampie e con un sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza. Facendo giustamente mediazioni sociali e civiche a non finire, mentre a livello nazionale si teorizzava persino la disintermediazione…con forze sociali e sindacati all'angolo!

Presentazione PER UN FUTURO POSSIBILE. “NO MONEY, PLEASE!” di BRUNO BERTOLI (Liberedizioni) 27 06 19

NUOVA LIBRERIA RINASCITA
via della Posta 7, Brescia.

Giugno 2019 in libreria GIOVEDÌ 27 ORE 17.30


Sala incontri Elena Piovani


Presentazione PER UN FUTURO POSSIBILE. “NO MONEY, PLEASE! di BRUNO BERTOLI (Liberedizioni)


con l’Autore, Presidente del Laboratorio Culturale Mario Lussignoli,


dialogano

PAOLO CORSINI, CLAUDIO BRAGAGLIO, MARCELLO ZANE, Editore Liberedizioni.
Lettura di brani del testo ROSALBA ALBANO, Redattrice Liberedizioni

Le pagine di questo libro, che esprimono riflessioni nate all‘interno del Laboratorio Culturale Mario Lussignoli di Brescia, trattano argomenti di economia e politica. Costituiscono la prima parte di una proposta complessiva (No money, please!) rivolta a tutti coloro che davvero vogliono guardare con razionalità a un mondo nuovo. Si tratta di dare inizio ad una fase nuova e necessaria, consapevole e intelligente della nostra presenza sulla terra. L‘alternativa è accettare un futuro di incertezza e di buio, senza la guida cosciente e lungimirante della ragione.





Francesca e Miriam: ‘storie parallele’ ma per la Loggia opposte decisioni

Capita di riflettere sulle Candidature per la Loggia. E un interrogativo mi si pone, in particolare, su due giovani donne - avvocata, l’una; ingegnere, l’altra – che, pur avendo per taluni aspetti “storie parallele”, sono approdate a scelte opposte. Parlo di Francesca e di Miriam.
La prima ha reso pubblico il suo disimpegno (nella forma polemica d’una… pausa) dal Consiglio Comunale. Sebbene le sia stata manifestata stima, ma poi non meno anche la delusione per questa sua decisione.
La seconda, Miriam, anch’ella fortemente sollecitata a candidarsi. All’inizio neppure da parte della sua area di riferimento, quella della sinistra riformista del PD. Miriam ha infine accettato, pur avendo alle spalle recenti delusioni, dovute alle vicende elettorali del PD, sia a livello parlamentare che in Lombardia.
Parlo di “storie parallele” con riferimento alla qualità del loro impegno, alle loro collocazioni critiche e minoritarie, nonché al ruolo da protagoniste svolto a Brescia in questi anni – in Consiglio Comunale, l’una, alla Camera dei Deputati, l’altra. E in quanto giovani donne di valore, accompagnate da diffuse simpatie e fondate speranze, in un quadro di presenze femminili purtroppo in sofferenza.




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