Il “modello Brescia” nel progetto politico di Zingaretti

Primarie PD Brescia e Lombardia
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L’esito delle primarie del PD verrà sottoposto, seppure con diverse emozioni, alle “cinquanta sfumature di grigio” delle varie interpretazioni. Ci tocca. Zingaretti ha vinto. Si, ma di poco. Anzi no, ha addirittura perso sommando gli altri due candidati. E così via. Appassionanti sfumature, appunto, dal grigio, al nero ed al rosso: come nella famosa serie dei tre romanzi. S’è già vista, la cosa, anche a Brescia, con commentatori già coinvolti nell’intrigante gioco delle diverse posture e sfumature. Taluni persino con imbarazzati equivocità. Ma un punto - pur tra le diverse passioni - a me sembra molto chiaro. Dall’esito ben si capisce che s’è evitata una frattura verticale tra pro e contro Renzi. Col rischio d’un Congresso imprigionato da una morsa. E come ciò rappresenti una conquista positiva di tutto il PD. Infatti, passo dopo passo, con le candidature di Zingaretti e di Martina s’è aperta una fase nuova. E dal rischio d’un “tutti contro tutti” – magari col pendant d’una nuova esecrabile scissione - si è invece entrati nella fase fisiologica d’un “oltre Renzi”. D’una ruota che - per destino, per caso o per necessità - non può che girare per tutti.

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