Per un nuovo e diverso PD…la ripartenza da Brescia?

La vittoria del sindaco Del Bono, oltre che oggetto del desiderio è anche motivo d’una riflessione critica per il PD nazionale? Nutro più d’un dubbio. Anche in presenza di autorevoli valutazioni fatte dall’on. Gentiloni a dall’on. Martina, segretario del PD. Infatti il PD ha finora solo sfiorato il cuore del problema. Si dice: vittoria del buon governo. Vero. Ma fu pure vera la sconfitta del buon governo di Martinazzoli e di Corsini, nel 2008. Come vera anche la sconfitta del buon governo di Fassino a Torino. Il buon governo, quindi, è condizione imprescindibile, ma non sufficiente.
Il “di più”, di cui oggi dice Brescia, è un’operazione - tutta politica - di costruzione d’un nuovo Centro Sinistra e del Civismo. Come ieri a Milano con Giuseppe Sala. Quindi non generici appelli alla società civile ed ai corpi intermedi, ma una leadership inclusiva ed un progetto, chiaro ed aperto, in cui forze sociali e cittadini possano riconoscersi. E non già leadership o partiti monocratici ed autoreferenziali. Con “Cantores” del PD saliti sul carro del vincitore, pur sostenendo ancora politiche opposte.
Le due vittorie di Del Bono – 2013 e 2018 - rappresentano l’ordine logico degli addendi di alleanze politiche, sociali e civiche. E non già quelle del “Rosatellum”, con alleanze prima rigettate e poi inutilmente improvvisate. Già nel 2013 le primarie di Del Bono con la lista civica di sinistra con Fenaroli, già segretario della Cgil. L’apparentamento con Castelletti e la sua lista civica e socialista. Insieme poi al civismo moderato e cattolico di centro.

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