Trasporto pubblico (TPL) e Metrò

TPL tagli Provincia, emergenza scuola

Senza la Provincia il taglio di un mln. di km e salta il “Piano Scuola-TPL”
Allarmante l’azzeramento del contributo della Provincia di Brescia per il TPL. Che vi fosse una priorità, da tutti condivisa al Tavolo Prefettizio, di evitare il “rischio caos” per le scuole era cosa risaputa. Decisivi i contributi dati dalla scuola bresciana tramite il dirigente dell’UST, dott. Bonelli, Presidi ed Insegnanti. Così come per l’indispensabile corrispondenza tra le presenze in Aula e il trasporto di oltre 30 mila studenti delle scuole superiori su 55 mila iscritti, dei quali circa 24 mila si avvalgono dei servizi extraurbani. La decisione di azzerare i 2 milioni di euro, già da tempo previsti, mette in crisi proprio tale difficile operazione. Ed impone altresì all’Agenzia di tagliare le corse degli autobus per un milione di km, fin da subito.
Questi i fatti allarmanti che mi auguro vengano riconsiderati. Ma fatti che meritano ulteriori considerazioni. La Provincia è tenuta a contribuire al TPL, come ha sempre fatto, da ultimo con la Presidenza Mottinelli. Ma modi e tempi d’un tale azzeramento sono di per sé il segno d’una sottovalutazione oltre che degli impegni presi, anche dei problemi che vi son sottesi. A maggior ragione considerando che la Provincia, fino all’inizio 2016, ha gestito il 70% di tutto il TPL bresciano.
L’esclusione della Provincia dal TPL un rischio per tutti i Comuni
La legge n. 6/2012 è una buona legge che ha fatto nascere le Agenzie del TPL sulla base di una diretta collaborazione tra Provincia e Comune di Brescia, che hanno il 90% dell’Agenzia del TPL, e con Regione Lombardia. Con contribuzioni annuali del Comune, di ben 8,5 mln di euro, con la Provincia che è scesa da 7,5 mln., a 4 mln, fino all’azzeramento. Si tenga presente che il TPL bresciano si regge su un “bilancio” di oltre 100 milioni di euro, di cui 65 di provenienza pubblica.



Il virus dimezza i passeggeri: «Per i bus buco da 20 milioni»

IL VIRUS DIMEZZA I PASSEGGERI: «PER I BUS BUCO DA 20 MILIONI»
di Davide Bacca (Giornale di Brescia 24 maggio 2020)
L’allarme di Bragaglio:«Servono risorse da Roma. E un Patto lombardo in vista di settembre».

IL VIRUS DIMEZZA I PASSEGGERI dei bus, crea un buco nelle aziende di trasporto pubblico di circa 20 milioni per i mancati incassi e a settembre rischia di mandare in tilt il trasporto scolastico se non si metterà a punto una soluzione entro luglio. È lo scenario tutt’altro che rassicurante tratteggiato dal presidente dell’Agenzia del Tpl di Brescia Claudio Bragaglio. Con un’aggravante di non poco conto. L’organizzazione del trasporto pubblico è in capo all’Agenzia, così come i contratti di servizio di Brescia Trasporti (per l’urbano) e di Sia (per l’extraurbano).
Ma a fine maggio l’Agenzia perderà il proprio direttore, Alberto Croce, pronto per la pensione e manca ancora l’albo dal quale pescare il sostituto. Il 9 agosto scadrà poi l’attuale cda e sia il presidente Bragaglio sia il vicepresidente Corrado Ghirardelli non sono rinominabili. Risultato: passaggi così delicati come quelli attesi nei prossimi mesi saranno affrontati da un’Agenzia profondamente rinnovata, forse troppo per le sfide da affrontare. Per questo Bragaglio insiste per affrontare con tempestività i molti problemi sul tavolo: a partire da scuola e risorse.

Alla Ministra dell'Istruzione on. Lucia Azzolina e ai Parlamentari Bresciani sul "rischio caos" per Scuola e TPL a settembre

ALLA MINISTRA DELL'ISTRUZIONE ON. LUCIA AZZOLINA E AI PARLAMENTARI BRESCIANI SUL "RISCHIO CAOS" PER SCUOLA E TRASPORTO PUBBLICO A SETTEMBRE
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Brescia, 6 maggio 2020
Alla cortese attenzione
della Sig.ra Ministra dell’Istruzione,
on. Lucia Azzolina
e dei Sigg. Parlamentari Bresciani

Spettabili,
        desidero, in qualità di Presidente della Agenzia del Trasporto Pubblico Locale della Provincia di Brescia, segnalare alla Vostra cortese attenzione un problema particolarmente rilevante riguardante l’organizzazione del Trasporto Pubblico Locale (TPL) per le Scuole Secondarie di II Grado, con riferimento soprattutto alla riapertura, prevista per settembre.
Come in precedenti occasioni, l’Agenzia del TPL si è rivolta ai Parlamentari espressi dalla realtà bresciana segnalando criticità e sollecitandone l’interessamento. Così è avvenuto, per esempio, anche sul tema delle risorse per il Fondo Nazionale Trasporti, testimoniando, peraltro, un significativo impegno che richiamo anche per rinnovare un sentito ringraziamento.
I dati della gravità dell’epidemia di COVID-19 in Lombardia, ed in particolare nella nostra Provincia, sono del tutto noti. Al punto da segnare purtroppo una netta differenza rispetto ad altre Regioni, con riferimento anche alla diversa ricaduta delle rilevanti problematiche riguardanti l’organizzazione stessa del TPL, in particolare per quanto riguarda le Scuole Secondarie Superiori.
Una riflessione approfondita e costruttiva si è da tempo avviata in sede di un Tavolo (Web Team) predisposto a livello provinciale da S.E. il Prefetto di Brescia, dott. Attilio Visconti, con Gruppi di lavoro coordinati da Dirigenti della Prefettura stessa, il dott. Stefano Simeone e la dott.ssa Monica Vaccaro, con l’attiva partecipazione del Responsabile dell’Ufficio Scolastico Territoriale (UST), dott. Giuseppe Bonelli, di vari Enti ed Istituzioni, tra questi il Comune Capoluogo e la Provincia di Brescia, la Camera di Commercio, le Aziende di Trasporto, le Associazioni rappresentative delle Aziende, le Organizzazioni Sindacali, nonché l’Agenzia stessa del TPL.




Trasporti, il tempo è scaduto. Un pullman su quattro a rischio

Bragaglio: “A settembre sarà tardi. È necessario intervenire subito. Sono deluso per il disinteresse della maggioranza in Commissione”.

di Mimmo Varone

Bresciaoggi 14 Aprile 2019

A settembre rischiamo di perdere un pullman su quattro, a Milano fanno spallucce, e ripetono il “non preoccupatevi che alla fine tutto si aggiusterà”. Le cinque agenzie del Tpl lombardo sono sull'orlo del collasso immediato. Il rischio di non fare le gare nel 2020 condannerebbe al fallimento la Legge 6/2012 sul riordino del trasporto regionale. Da Roma non arrivano i soldi del Fondo trasporti, e il Pirellone ha dovuto anticipare (mai accaduto prima) la sua quota per pagare i primi quattro mesi del Tpl. Poi il vuoto. In più, si fa concreta la prospettiva che a luglio non arrivino neanche i 52 milioni del Fondo di salvaguardia. Le Province, per di più, restano in attesa dei trasferimenti romani, e il Broletto non sa se sarà in grado di erogare al trasporto pubblico i suoi due milioni. Morale, a luglio a Brescia rischiano di mancare 5,5 milioni, o forse 7,5. Ma una Regione milanocentrica non sembra averne la giusta contezza.
E' questo il film che giovedì ha visto protagonisti da una parte presidenti e direttori delle Agenzie, dall'altra i consiglieri regionali della commissione Quinta. A conclusione dell'audizione, il presidente dell'Agenzia bresciana Claudio Bragaglio riassume tutto con una parola: “delusione”. Delusione perché “chiuso il primo punto all'odg sulla politica tariffaria di Milano – spiega -, la maggioranza ha praticamente abbandonato l'aula”. E anche “seria preoccupazione” per una tanto scarsa consapevolezza dei rischi reali incombenti sul Tpl regionale, che nemmeno il “collasso” evocato a più riprese dalle Agenzie in coro riesce a scuotere.


L’agenzia del Tpl lancia l’allarme

BRAGAGLIO. Intervista a “LA VOCE DEL POPOLO”: LA SOPPRESSIONE DELLE CORSE DEL TPL NON È SOLO UN’IPOTESI.
Mancano all’appello 5,5 milioni di euro. Il presidente Claudio Bragaglio: “Da luglio potremmo essere costretti a tagli drammatici”
Intervista di Romano Guatta Caldini. 14 febbraio 2019

Bragaglio, cosa prevede il nuovo Programma di bacino?
R: Dopo l’approvazione del Programma, che per la prima volta comprende la provincia nella sua totalità, stiamo avviando la gara per l’affidamento del servizio. Abbiamo stabilito 7 anni, ma può darsi che nella fase di esecuzione possano essere anche di più, per un totale di 450 milioni di euro. Il costo del Tpl (Trasporto pubblico locale) bresciano su gomma, quindi esclusa la metropolitana, ammonta a circa 65 milioni l’anno. Il restante 40% è coperto dalla tariffazione. Prevedendo un incremento di circa 5 milioni di km, intervenendo anche sulla struttura di alcune linee di forza, dove c’è maggior carico di movimentazione. Sempre tendo ben presente che una parte molto significativa del trasporto pubblico provinciale è quello scolastico. L’utilizzo da parte degli studenti si aggira attorno al 60/65% dell’uso del mezzo pubblico.

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