"Pensieri spettinati"...dopo aver letto Alfredo Bazoli!
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- Categoria: Partito
- Pubblicato: Mercoledì, 24 Dicembre 2025 00:00
Ho letto con la dovuta attenzione la riflessione sul “Progetto dei Riformisti nel PD”, del sen. Alfredo Bazoli, pubblicata dal Giornale di Brescia il 19 dicembre. Sempre bravo, Alfredo, ho pensato, ma....ma... con quel mio "ma" in testa che mi pesa come un macigno! Non a caso tra la prima e la seconda parte del suo intervento manca nientemeno che il...ponte! O - se si preferisce – c’è sì un ponte, ma che barcolla pericolosamente sotto i nostri piedi.
Il PD dopo la fiammata - poi semispenta - di Renzi, tra Zingaretti, Letta e Schlein è inchiodato al 20-23%. Sì, anche prima della Schlein con Segretario il "riformista cattolico" Letta! Bene. Mettiamoci generosamente pure un futuro 25% per il Pd, ma dov'è quell'altro 20- 25% che ci manca, peraltro col 5S di Conte con quel suo 12% che fa il doppio gioco spesso...col ricatto?
Non sarei troppo preoccupato se fossimo in una fase politica non così estrema, tra guerre e rischio reale d'un cambio di regime costituzionale. Con un possibile cedimento democratico! E noi ci limitiamo, in tale emergenza, a proporre il traccheggio dell'equilibrio interno al PD, mentre è tutta la nostra casa che rischia di cascarci addosso! Respingendo anche un segnale di allarme per l'intera coalizione progressista (e non già del e per il solo PD!) con un Congresso straordinario ed anticipato del PD - che ritengo indispensabile - pensando invece di cavarcela con un Convegno programmatico. Che sappiam già come va a finire...come a Bologna nel 2019, annegato in un mare di parole! Con (o per) il consenso alla Schlein di Bonaccini?!
Contrapporre, oggi, al Congresso straordinario e anticipato un "Convegno programmatico" è la riprova d'un grande problema aperto di linea e - soprattutto - d'una paralisi di leadership politica del PD e non già della sua risoluzione! Avendo invece come obbiettiva necessità la ridefinizione politica del PD, nonché il riposizionamento dell'intera nostra coalizione di Centro Sinistra. Come si vede anche nel voto locale, da Brescia a Genova, alle recenti Regioni che han votato, c'è un 15% e più che a vario titolo - civismo o quant'altro - fa la differenza tra una pesante sconfitta o la vittoria. Ma che non ha una propria proiezione nazionale. Ed è proprio questa la parte che manca nel voto – e pure nella testa politica - nazionale! 
