Il PD: dopo gli sbandamenti… la coerenza d’un nuovo centro sinistra!
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- Categoria: Partito
- Pubblicato: Lunedì, 19 Gennaio 2026 00:00
rimasto un “sodalizio in arme” oltre la sua chiusura. Da collega in Loggia, l’ho sempre ritenuto un bravo amministratore.
Condivido molte sue valutazioni positive riferite ai parenti del sen. Alfredo. Dal bisnonno, tra i fondatori del P.P.I., fino al padre l’avv. Luigi, stimato assessore all’urbanistica (1965-‘80) e coordinatore nel 1995 dell’Ulivo bresciano. Nonché al prof. Giovanni, proposto dal sen. Andreatta -nel 1999 per il dopo Prodi - alla presidenza dell’Ulivo nazionale. Un’area cattolica che ha anche avuto un rapporto positivo con il PCI. Il che si è ancor più evidenziato con il sindaco Cesare Trebeschi, con la “Giunta aperta”, nel 1977 con l’intervento di Berlinguer in piazza Loggia e con l’incontro di Paolo VI in Vaticano con noi Consiglieri Comunali, anche del PCI.
Papetti richiama lo storico impegno di vari esponenti della famiglia Bazoli verso la città. Ma rivolto al sen. Alfredo, invece lo critica per la sua “lontananza” da Brescia. Sul perché d’un così brusco richiamo per l’esclusivo suo impegno in Parlamento Papetti allude certo ad un…qualcosa. Ma per ora s’è trattenuto e non mi sento quindi di strologare alcunché.
Egidio poi s’infila in una sua proposta nazionale contro le coalizioni (“tra loro uguali e populiste”) e l’elezione diretta del Sindaco, in favore della libertà poi dei singoli partiti di fare alleanze dopo il voto. Una proposta con zero possibilità! Ma che però dice dell’idea sua dei processi politici auspicati.
Quindi della sua contrarietà verso le coalizioni, per aver mano libera di fare, ma solo dopo il voto le più diverse alleanze. Non di Roma, ma solo della vicina Brescia parla! Tant’è chiaro il suo pensiero che vi è sotteso. A fronte del fallimento del bipartitismo, da quando dall’Ulivo dei partiti si è passati al “partito unico dell’Ulivo”. Fatto poi proprio nel 2007 con la nascita del PD maggioritario.

