Partito

Il PD: dopo gli sbandamenti… la coerenza d’un nuovo centro sinistra!

Ho letto la riflessione di Egidio Papetti, del 9 gennaio, dal titolo: “Al sen. Bazoli chiedo impegno per la nostra città”. Papetti, è stato nel Consiglio Comunale di Brescia – anche da assessore – dal 1975 al ‘90, con un rilevante ruolo nella sinistra D.C. Aderente al “Circolino” di Michele Capra,
rimasto un “sodalizio in arme” oltre la sua chiusura. Da collega in Loggia, l’ho sempre ritenuto un bravo amministratore.
Condivido molte sue valutazioni positive riferite ai parenti del sen. Alfredo. Dal bisnonno, tra i fondatori del P.P.I., fino al padre l’avv. Luigi, stimato assessore all’urbanistica (1965-‘80) e coordinatore nel 1995 dell’Ulivo bresciano. Nonché al prof. Giovanni, proposto dal sen. Andreatta -nel 1999 per il dopo Prodi - alla presidenza dell’Ulivo nazionale. Un’area cattolica che ha anche avuto un rapporto positivo con il PCI. Il che si è ancor più evidenziato con il sindaco Cesare Trebeschi, con la “Giunta aperta”, nel 1977 con l’intervento di Berlinguer in piazza Loggia e con l’incontro di Paolo VI in Vaticano con noi Consiglieri Comunali, anche del PCI.
Papetti richiama lo storico impegno di vari esponenti della famiglia Bazoli verso la città. Ma rivolto al sen. Alfredo, invece lo critica per la sua “lontananza” da Brescia. Sul perché d’un così brusco richiamo per l’esclusivo suo impegno in Parlamento Papetti allude certo ad un…qualcosa. Ma per ora s’è trattenuto e non mi sento quindi di strologare alcunché.
Egidio poi s’infila in una sua proposta nazionale contro le coalizioni (“tra loro uguali e populiste”) e l’elezione diretta del Sindaco, in favore della libertà poi dei singoli partiti di fare alleanze dopo il voto. Una proposta con zero possibilità! Ma che però dice dell’idea sua dei processi politici auspicati.
Quindi della sua contrarietà verso le coalizioni, per aver mano libera di fare, ma solo dopo il voto le più diverse alleanze. Non di Roma, ma solo della vicina Brescia parla! Tant’è chiaro il suo pensiero che vi è sotteso. A fronte del fallimento del bipartitismo, da quando dall’Ulivo dei partiti si è passati al “partito unico dell’Ulivo”. Fatto poi proprio nel 2007 con la nascita del PD maggioritario.


"Pensieri spettinati"...dopo aver letto Alfredo Bazoli!

Ho letto con la dovuta attenzione la riflessione sul “Progetto dei Riformisti nel PD”, del sen. Alfredo Bazoli, pubblicata dal Giornale di Brescia il 19 dicembre. Sempre bravo, Alfredo, ho pensato, ma....ma... con quel mio "ma" in testa che mi pesa come un macigno! Non a caso tra la prima e la seconda parte del suo intervento manca nientemeno che il...ponte! O - se si preferisce – c’è sì un ponte, ma che barcolla pericolosamente sotto i nostri piedi.
Il PD dopo la fiammata - poi semispenta - di Renzi, tra Zingaretti, Letta e Schlein è inchiodato al 20-23%. Sì, anche prima della Schlein con Segretario il "riformista cattolico" Letta! Bene. Mettiamoci generosamente pure un futuro 25% per il Pd, ma dov'è quell'altro 20- 25% che ci manca, peraltro col 5S di Conte con quel suo 12% che fa il doppio gioco spesso...col ricatto? 
Non sarei troppo preoccupato se fossimo in una fase politica non così estrema, tra guerre e rischio reale d'un cambio di regime costituzionale. Con un possibile cedimento democratico! E noi ci limitiamo, in tale emergenza, a proporre il traccheggio dell'equilibrio interno al PD, mentre è tutta la nostra casa che rischia di cascarci addosso! Respingendo anche un segnale di allarme per l'intera coalizione progressista (e non già del e per il solo PD!) con un Congresso straordinario ed anticipato del PD - che ritengo indispensabile - pensando invece di cavarcela con un Convegno programmatico. Che sappiam già come va a finire...come a Bologna nel 2019, annegato in un mare di parole! Con (o per) il consenso alla Schlein di Bonaccini?! 
Contrapporre, oggi, al Congresso straordinario e anticipato un "Convegno programmatico" è la riprova d'un grande problema aperto di linea e - soprattutto - d'una paralisi di leadership politica del PD e non già della sua risoluzione! Avendo invece come obbiettiva necessità la ridefinizione politica del PD, nonché il riposizionamento dell'intera nostra coalizione di Centro Sinistra. Come si vede anche nel voto locale, da Brescia a Genova, alle recenti Regioni che han votato, c'è un 15% e più che a vario titolo - civismo o quant'altro - fa la differenza tra una pesante sconfitta o la vittoria. Ma che non ha una propria proiezione nazionale. Ed è proprio questa la parte che manca nel voto – e pure nella testa politica - nazionale! 

Necessario un Congresso del PD straordinario e anticipato

Son davvero convinto che sia stato un bene, nel recente Convegno a Montepulciano - promosso da alcune componenti del PD e che ha visto una significativa presenza anche del PD di Brescia - l’aver dato priorità fin da subito alla costruzione di un'area unitaria, plurale e più ampia a sostegno della segretaria del PD, Elly Schlein. In modo da poter affrontare così con un ulteriore, ma impellente approfondimento il vero nodo politico decisivo. Ovvero quello del Congresso anticipato del Pd, rispetto alle varie decisive scadenze politiche che rischiano - quelle sì - di venir anticipate dalla Destra della presidente Meloni, con lo scioglimento forzatamente anticipato delle Camere.

Anche la mia opinione è quella d'una inderogabile necessità di anticipare il Congresso del PD. E non già d’una "Convention programmatica". Come, per esempio, si fece nel novembre del 2019 a Bologna, con l'ottima relazione di Fabrizio Barca e con la conclusione d'allora segretario PD, Nicola Zingaretti. Convention che purtroppo non lasciò purtroppo alcun significativo segno. Ma che, riproposta oggi, avrebbe persino il sapore sgradevole d'un imbarazzante diversivo.


Congresso anticipato del PD: si, no, forse?

Intanto è decisamente positivo il fatto che varie e convergenti Aree politiche del PD si ritrovino finalmente insieme per un esplicito confronto. Da parte nostra e varie volte - da Brescia e non solo - da più di un anno era venuta una tale sollecitazione. Finalmente ci siamo...visto che da dopo il Congresso dell'inizio 2023 questa è la prima volta! Vi sono ragioni fondate che suggeriscono a queste Aree politiche di non precipitare ponendo il tema dell’anticipo del Congresso del PD. Alcune di queste ragioni sono del tutto comprensibili e pure condivisibili, anche dal sottoscritto.

Ma...ma... ci son...troppi “ma” e pure molti “però” riferiti al cosiddetto “effetto vortice”, ovvero al rischio di essere trascinati - ben al di là quindi di tutte le nostre tremuli e ragionevoli intenzioni - in una rapida successione di eventi. Spesso incontrollabili e peraltro già avvertibili ed in atto nel PD e nella dinamica del Centro Sinistra. Ma si pensi in queste ore anche alla pesante e gravissima aggressione della Destra al Capo dello Stato Mattarella. Con relative tensioni. E con davanti agli occhi un... "dettaglio" dirompente, ovvero quello delle elezioni anticipate, promosse dalla Destra. Per dire del rischio d'un vortice d'acqua che, tra onde già fin troppo alte, possa aprirsi di colpo davanti alla prua del veliero del PD e del Centrosinistra!

Il tutto — presumibilmente – trascinato anche dalla prospettiva di un rapido cambiamento. Anche per il Centro Sinistra. Nel PD e fuori. Mi immagino Franceschini, Orlando e Bersani in un tale gorgo con tutte le loro ragionevolezze, prudenze ed esperienze di lungo corso…Ma se paventiamo la possibile e prossima navigazione tra gorghi e rapide sempre più rischiose che si fa? Pentirsi poi, ma ormai troppo tardi, d'un mancato e preveggente coraggio sorretto da una necessaria lucidità? Ben sapendo da tempo di esser di fronte non già a fisiologiche alternanze di opposti governi, ma ad un possibile cambio (e stravolgimento!) d'un regime pienamente democratico. In vista di ormai e più che assodate...democrature!

Il “Casus Belli” del Centrodestra in Loggia per 50 libri del dott. Rozzini sulla longevità

Se non ci fossero problemi ben più seri incoraggerei il Centrodestra - ed in particolare la Lega - a perseverare sulla strada del…ridicolo. E da parte nostra…riconoscenti. Famosa l’ingegnata – per esempio - del consigliere provinciale, nonché sindaco leghista di Montichiari, Marco Togni, che sull’onda dello sgombero del Leoncavallo di Milano pretese lo sgombero anche del Magazzino 47. Ignorando che la legalizzazione della situazione del Magazzino 47, avviata dalla Giunta Corsini, è stata poi conclusa dall’allora vicesindaco Rolfi. Col sindaco Togni che fece così un’imbarazzante… figuraccia! E con un Centrosinistra bresciano ad aver fatto meglio di Milano.
Un esempio tra i tanti, non diverso - in quanto a sprezzo del ridicolo - dal “casus belli” inscenato ora per l’acquisto da parte del Comune di libri del dott. Renzo Rozzini – tra i più stimati professionisti della Poliambulanza - per l’importo di circa mille euro. Libri messi a disposizione dall’Assessorato dei Servizi Sociali per operatori, sindacati ed associazioni della terza età.  Va subito rilevato che non si tratta di gare, di appalti o di incarichi professionali che la legge regola con precisione, anche con riferimento agli eventuali rapporti di parentela. 
Lo ha precisato bene l’Assessore Marco Fenaroli di che si tratta, confermando la rigorosa correttezza della procedura adottata. Si tratta dell’acquisto d’un numero limitato di libri di formazione professionale per operatori e di informazione per utenti. Evocare, come fa il Centrodestra, un ricorso alla Corte dei Conti ha il sentore solo delle parole al vento. Non a caso poi - diradate le prime nebbie della polemica - si fa ora riferimento più che altro alla “opportunità” o meno di tale scelta. 



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