Autonomia e Area Vasta bresciana, ma con la…Valcamonica

Nei prossimi giorni, con la consultazione promossa da Regione Lombardia, ci si misurerà a Brescia con un passaggio cruciale. Il Documento regionale – per intenderci, quello dei ‘Cantoni svizzeri’ in Lombardia – contiene proposte in parte condivisibili ed in parte no. In gioco vi è il futuro delle Province, intese come ‘Enti di Area Vasta’. Ma non solo.
Le opinioni in campo sono assai spaiate. Anche nel PD del Governo. Tra Province da sopprimere o da riformare. Si tratta, dopotutto, d’un match tra riformatori e rottamatori. Riformare per me significa: valorizzare le Città metropolitane e gli ‘Enti di Area Vasta’, intesi come enti di secondo grado.
Confermare questi punti – già previsti dalla legge Delrio – vuol dire non “abolire” la Provincia, ma trasformarla in una ‘Casa dei Comuni’, come propone il presidente Mottinelli.
Il contrasto su tali enti è tutt’altro che astratto. Una ventina sono da sopprimere: o perché Province troppo piccole (quindi unificandole) o perché inserite in micro Regioni che le possono sostituire.
Ma in Regioni grandi come la Lombardia le nuove Province sono un’intelaiatura istituzionale indispensabile per i Comuni stessi, con riferimento a molteplici problemi sovra comunali.



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