Il PD: dal bivio, al trivio col rischio di un...labirinto! L'on. Speranza a Brescia conferma la sua contrarietà alle primarie definendole "un clamoroso autogol"!
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Pubblicato: Martedì, 22 Settembre 2026 00:00
Le Primarie nascono da schemi aut...aut...e non può che essere così, dovendo scegliere tra il bianco ed il nero, da subito od in seconda battuta. Si sono immaginate tali opzioni nella fase del dopo Ulivo e poi in quella formativa d’un PD maggioritario e sostenitore di uno schema bipolare, sia con riferimento al sistema bipartitico, che (absit iniuria...) di governo. Quindi dal semipresidenzialismo (D’Alema nella Commissione bicamerale) e pure poi al Premierato (sic!), oggi giustamente osteggiato. Tanto per dire di una certa qual confusione, che ha poi visto un PD, aspirante maggioritario, ma poi dimezzato dal 40 al 20%. E con Grillo, in parallelo, superare il 30%!
Oggi ci si infila “testardamente” nelle Primarie, che a mio modesto (e spero pure sbagliato) parere che dal bivio iniziale – quindi con scelta netta: aut…aut…), stanno ormai oltrepassando il trivio, per ritrovarsi ora in un vero e proprio labirinto.
I sondaggi valgono quel che valgono, ma colgono una tendenza…E quello del Corsera, con Pagnoncelli, ci dice che Conte sfiora il 40%, che Schlein ha il 22% ed un candidato Federatore potrebbe avere un 20%. E che tra Conte e Schlein, in ballottaggio, il rapporto è tra il 43 ed il 30%! Intendiamoci son ipotesi di sondaggi e non le tavole di Mosè. Ma vi sono numeri che van letti con la lente. Tra cui la limitata compattezza, per esempio, del voto PD (49%), che peraltro si è già verificata negli anni precedenti.
Ma ciò che non è valutabile con precisione è il fattore “respingente” presente nel Campo largo nel caso della candidatura dell’uno o dell’altra: Conte - Schlein. In astensioni o peggio! Immaginare che a fronte della divisione (che peraltro rischia di crescere) tra i Leader del Campo largo si possa immaginare invece una scontata coesione di fondo del voto popolare è un errore imperdonabile. Un'illusione pensare che chi ha votato prima Conti voti in egual misura dopo Schlein e viceversa! Ci sarà pure una ragione se nella stragrande parte dei Comuni il voto di PD e di 5S non si è ancora mescolato in tutti questi anni. Così nei Comuni di Brescia!
Chi ha un minimo di rapporti con vari elettorati sa che il voto popolare è persino più radicalizzato ed ondivago. Per questo ritengo un errore strategico, in questa fase, avere un capo di partito – che sia Schlein o Conte – come proposta di capo di Governo. La qual cosa divide inesorabilmente una parte, ma decisiva dell’elettorato. Per questo a fronte di una speranza che emerge netta anche dal sondaggio del Corsera va ricercato un “federatore”, quindi un Leader terzo non divisivo, rispetto ai due Segretari di partito.
Primarie? Perché no! Prima della crisi dell’alleanza progressista necessaria una..."terza via"!
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Pubblicato: Mercoledì, 09 Settembre 2026 14:18
Continua il confronto sulle Primarie. A mio parere van ben distinti natura e tempi. Ci son Primarie promosse da una Alleanza già consolidata nel Paese, per governo e programmi di massima. Come è stata la stagione dell’Ulivo, che vede il suo gruppo dirigente aprirsi alla partecipazione più ampia…Con una condivisibile scelta politica di valore partecipativo di alto profilo.
Magari con contraddizioni, visto che il PD nasce mettendo nello Statuto che il Segretario è pure il Premier del Governo! Ma al netto di tali contraddizioni mi sentirei di sostenere tale scelta, ma quando essa rafforza il ruolo politico della Leadership dell’Alleanza, chiamando al voto la partecipazione più ampia! Col vertice...oltre il vertice!
Ma il problema oggi è l’opposto! Questo il punto che non si vuol vedere. E quindi non c’è nulla di più sbagliato che adoperare un buon strumento, ma per una situazione diversa e… sbagliata! Come il coltello al posto del cucchiaio per la minestra!
Molte le voci contrarie a questo tipo di Primarie. Dall’appello di numerosi intellettuali e dirigenti, reso pubblico a fine aprile (tra i Promotori anche l’on. Paolo Corsini). Di Dirigenti del PD, da Franceschini a Speranza e via via elencando. Per non dire di Intellettuali e Dirigenti del Centro Sinistra. Poi conteggio anche chi - incontrati in feste dell’Unità - son silenti in pubblico, ma non in privato perché il primo principio per stare in un “partito degli eletti”, come il PD, è – da Veltroni in poi - quello in questi mesi di appartenere al prossimo “partito dei ri-eletti” in Parlamento! E ne sappiam qualcosa noi a Brescia quando anni fa presentammo tre candidati per il Parlamento e ce ne depennarono al tavolo della Segreteria a Roma ben due! Da qui il ricordo, del perché del suo "Elogio di Nicodemo", scritto da Martinazzoli, ma in opposizione agli incalliti... nicodemisti!
La mia contrarietà è alle Primarie della seconda versione, quella che non registra nel Paese e nei Governi locali una alleanza – PD, 5S, Avs, Civismo vario - già consolidata. Che invece evidenzia ripetuti contrasti di leadership tra Schlein e Conte, per non dire di scelte in vari campi… e che non possono esser scaricate nelle Primarie.