Paolo Corsini: leggere il voto prendendo il bus 05 07 16

Partito

Osvaldo. Amico e compagno - di P. Borghini 02 10 26

OSVALDO AMICO E COMPAGNO

di Piero Borghini   

     Riprendiamo oggi il discorso fatto nel lontano 2021, a un anno circa dalla morte di Osvaldo e nelle condizioni consentite allora  dalla pandemia. In quel momento la preoccupazione di ciascuno di noi era quella di ricordare innanzi tutto e soprattutto l’amico, di rendere omaggio alla sua persona, così unica e cara. Oggi, a cinque anni di distanza, siamo qui per  parlare invece di lui, non solo come amico, ma anche come compagno, ossia da un punto di vista storico, come militante e dirigente del PCI. Un partito che ha contato molto nelle nostre vite ed anche nella storia del nostro paese. Un partito che oggi non esiste più ma non per questo può essere ignorato, anzi, più che mai richiede di essere storicizzato e capito. Questo lo dobbiamo ad Osvaldo, che gli ha dedicato una vita, lo dobbiamo a noi stessi e lo dobbiamo anche alle generazioni venute dopo di noi, che ce ne chiedono conto e devono misurarsi con una politica che ha assunto forme incomprensibili ai più e lontane anni luce da quelle che noi abbiamo conosciuto.
Un importante filosofo del secolo scorso, Vladimir Iankelevitch, alle prese con la tremenda eredità delle guerre e degli orrori del suo tempo, la Shoah in primo luogo, ha scritto  che il passato, a differenza del presente e del futuro, che sanno badare a sé stessi, non si difende da solo, ma ha bisogno della nostra memoria, della nostra pietà e anche della nostra gratitudine. Pena smarrirne il significato. Questo è esattamente ciò che dobbiamo fare anche noi, nel nostro piccolo, nei confronti del nostro passato di militanti comunisti. E per farlo è necessario prendere innanzi tutto atto del  verdetto della storia,  che non lascia adito a dubbi: siamo stati sconfitti, la storia ci ha dato torto. Non solo qui in Italia, ovviamente, ma nel mondo intero, dove del sogno comunista restano oggi solo macerie o regimi autoritari, per giunta a capitalismo statalista. 
 


Il PD: dal bivio, al trivio col rischio di un...labirinto! L'on. Speranza a Brescia conferma la sua contrarietà alle primarie definendole "un clamoroso autogol"!

Le Primarie nascono da schemi aut...aut...e non può che essere così, dovendo scegliere tra il bianco ed il nero, da subito od in seconda battuta. Si sono immaginate tali opzioni nella fase del dopo Ulivo e poi in quella formativa d’un PD maggioritario e sostenitore di uno schema bipolare, sia con riferimento al sistema bipartitico, che (absit iniuria...) di governo. Quindi dal semipresidenzialismo (D’Alema nella Commissione bicamerale) e pure poi al Premierato (sic!), oggi giustamente osteggiato. Tanto per dire di una certa qual confusione, che ha poi visto un PD, aspirante maggioritario, ma poi dimezzato dal 40 al 20%. E con Grillo, in parallelo, superare il 30%! 
Oggi ci si infila “testardamente” nelle Primarie, che a mio modesto (e spero pure sbagliato) parere che dal bivio iniziale – quindi con scelta netta: aut…aut…), stanno ormai oltrepassando il trivio, per ritrovarsi ora in un vero e proprio labirinto.
I sondaggi valgono quel che valgono, ma colgono una tendenza…E quello del Corsera, con Pagnoncelli, ci dice che Conte sfiora il 40%, che Schlein ha il 22% ed un candidato Federatore potrebbe avere un 20%. E che tra Conte e Schlein, in ballottaggio, il rapporto è tra il 43 ed il 30%! Intendiamoci son ipotesi di sondaggi e non le tavole di Mosè. Ma vi sono numeri che van letti con la lente. Tra cui la limitata compattezza, per esempio, del voto PD (49%), che peraltro si è già verificata negli anni precedenti. 
Ma ciò che non è valutabile con precisione è il fattore “respingente” presente nel Campo largo nel caso della candidatura dell’uno o dell’altra: Conte - Schlein. In astensioni o peggio! Immaginare che a fronte della divisione (che peraltro rischia di crescere) tra i Leader del Campo largo si possa immaginare invece una scontata coesione di fondo del voto popolare è un errore imperdonabile. Un'illusione pensare che chi ha votato prima Conti voti in egual misura dopo Schlein e viceversa! Ci sarà pure una ragione se nella stragrande parte dei Comuni il voto di PD e di 5S non si è ancora mescolato in tutti questi anni. Così nei Comuni di Brescia!
Chi ha un minimo di rapporti con vari elettorati sa che il voto popolare è persino più radicalizzato ed ondivago. Per questo ritengo un errore strategico, in questa fase, avere un capo di partito – che sia Schlein o Conte – come proposta di capo di Governo. La qual cosa divide inesorabilmente una parte, ma decisiva dell’elettorato. Per questo a fronte di una speranza che emerge netta anche dal sondaggio del Corsera va ricercato un “federatore”, quindi un Leader terzo non divisivo, rispetto ai due Segretari di partito. 



Primarie? Perché no! Prima della crisi dell’alleanza progressista necessaria una..."terza via"!

Continua il confronto sulle Primarie. A mio parere van ben distinti natura e tempi. Ci son Primarie promosse da una Alleanza già consolidata nel Paese, per governo e programmi di massima. Come è stata la stagione dell’Ulivo, che vede il suo gruppo dirigente aprirsi alla partecipazione più ampia…Con una condivisibile scelta politica di valore partecipativo di alto profilo. 
Magari con contraddizioni, visto che il PD nasce mettendo nello Statuto che il Segretario è pure il Premier del Governo! Ma al netto di tali contraddizioni mi sentirei di sostenere tale scelta, ma quando essa rafforza il ruolo politico della Leadership dell’Alleanza, chiamando al voto la partecipazione più ampia! Col vertice...oltre il vertice!
Ma il problema oggi è l’opposto! Questo il punto che non si vuol vedere. E quindi non c’è nulla di più sbagliato che adoperare un buon strumento, ma per una situazione diversa e… sbagliata! Come il coltello al posto del cucchiaio per la minestra!
Molte le voci contrarie a questo tipo di Primarie. Dall’appello di numerosi intellettuali e dirigenti, reso pubblico a fine aprile (tra i Promotori anche  l’on. Paolo Corsini). Di Dirigenti del PD, da Franceschini a Speranza e via via elencando. Per non dire di Intellettuali e Dirigenti del Centro Sinistra. Poi conteggio anche chi - incontrati in feste dell’Unità - son silenti in pubblico, ma non in privato perché il primo principio per stare in un “partito degli eletti”, come il PD, è – da Veltroni in poi - quello in questi mesi di appartenere al prossimo “partito dei ri-eletti” in Parlamento! E ne sappiam qualcosa noi a Brescia quando anni fa presentammo tre candidati per il Parlamento e ce ne depennarono al tavolo della Segreteria a Roma ben due! Da qui il ricordo, del perché del suo "Elogio di Nicodemo", scritto da Martinazzoli, ma in opposizione agli incalliti... nicodemisti!
La mia contrarietà è alle Primarie della seconda versione, quella che non registra nel Paese e nei Governi locali una alleanza – PD, 5S, Avs, Civismo vario - già consolidata. Che invece evidenzia ripetuti contrasti di leadership tra Schlein e Conte, per non dire di scelte in vari campi… e che non possono esser scaricate nelle Primarie. 


Un sì convinto alla sindaca Castelletti. Dal nuovo PD cittadino la voglia di riscatto

Davvero interessante l’iniziativa promossa dalla Festa del PD al Parco Castelli, con la partecipazione della Sindaca Laura Castelletti, del vicesindaco Federico Manzoni, nonché del segretario cittadino del PD, Roberto Cammarata e del capogruppo, Roberto Omodei. Il Giornale di Brescia, con l’articolo di Stefano Zanotti, ha colto alla perfezione clima, argomenti ed il progetto politico del prossimo futuro. Ovvero: “La sfida per il 2028: ancora Castelletti candidata Sindaca, con la sua coalizione”. Ed aggiungerei forse anche un di più, visto il Tavolo dei partiti progressisti attivato a Brescia.

In verità già dal “Bilancio di metà-mandato”, presentato a febbraio al Teatro Borsoni – in “pompa magna” all’intera città, s’è detto! - era già chiaro il percorso programmatico e politico. Infatti già da tempo la Loggia sosteneva vari progetti, già ben oltre il quinquennio della Sindaca Castelletti.  Come sempre, in politica, c’è poi chi s’immagina anche dell’altro e per se stesso, azzardando deviazioni, ma destinate all’insuccesso. Quindi un bel nulla di nuovo anche sotto questo sole bresciano. Men che meno nel PD quando ci si inventano cose strane, che poi magari ci fan poi perdere la partita. 

Ma già da quel Convegno al Borsoni era del tutto chiaro come si fossero avanzate precise proposte ed una vera sfida politica. Non già, quindi, “una flebil voce dal sen fuggita”. 
La recente occasione poi del Parco Castelli è stata molto importante. Infatti s’è trattata d’una “Festa dell’Unità” ad alto impatto politico, che s’è riaperta meritevolmente, con fiducia e coraggio da parte d’un nuovo PD cittadino, dopo ben 15 anni. 
Nell’incontro, dopo la puntuale illustrazione del vicesindaco Manzoni, tra l’altro promotore del progetto impegnativo del Tram, la sindaca Castelletti ha detto - con determinazione chiara e ferma -  che è sua intenzione, ed a coronamento di varie ed importanti realizzazioni,  di voler da Sindaca inaugurare nel 2030 il Tram. Con un convinto e sostenuto applauso del pubblico. 

Intervista - Bragaglio (Pd): «Nel 2028 i progressisti uniti rivinceranno in Loggia candidando ancora Laura Castelletti» di Pietro Gorlani

Bragaglio (Pd): «Nel 2028 i progressisti uniti rivinceranno in Loggia candidando ancora Laura Castelletti»
di Pietro Gorlani
Corriere della Sera Domenica 17 Maggio 2026
Parla il decano dei democratici, da sempre favorevole all'alleanza con i pentastellati, che bacchetta chi è contrario: «Cecità politica»
 
Il Campo largo del centrosinistra con l’ingresso dei 5 Stelle nella coalizione progressista prende quota. Lo conferma Claudio Bragaglio, volto storico dei dem bresciani, membro della direzione regionale del Pd che ha presieduto fino al 2023. Lui che ha sempre visto di buon occhio un’alleanza con i «grillini» ieri ha tenuto a Nova un tavolo di discussione proprio sulle sfide della politica.

Buon pomeriggio Bragaglio. L’ex senatore Vito Crimi ha palesato al Corriere la volontà dei 5 Stelle di correre con il centrosinistra per Loggia 2028. I vertici locali di Pd, Azione e Sinistra Italiana hanno risposto positivamente. Il Campo largo si farà. Lei a differenza di altri l’ha sempre invocato, anche in tempi non sospetti. Contento?
«Certo che sì. Ho sempre pensato che la scelta del partito maggioritario non fosse adatta alla realtà italiana, caratterizzata da un pluralismo politico, culturale e sociale. L’alleanza politica rispecchia meglio il pluralismo della società. Io sono per il centro-sinistra con tanto di trattino mi raccomando. Trattino che non connota “separazione” ma “unione” tra il centro e la sinistra».

Si riuscirà a trovare la quadra sul programma? I 5 Stelle sono massimalisti su diversi temi a partire da quello ambientale: penso alla questione inceneritore o al porta a porta spinto.
«Credo che la creazione del Campo largo non debba partire dal programma ma dalla volontà politica di governare insieme una città. Quando c’è la volontà politica d’andare d’accordo i programmi poi non sono un problema. Pensiamo al centro-sinistra di Prodi, ma anche alla storia del centro-sinistra bresciano. Se guardiamo tutti i passaggi politici più importanti dagli anni Settanta in poi — teleriscaldamento, inceneritore, l’operazione A2A, metrò — sono stati decisi anche se non erano nei programmi. Dietro c’era la volontà politica di portarli a compimento».

Qualcuno nel centrosinistra si chiede quanti voti possano portare i 5 Stelle: dal 7,5% del 2013 sono scesi sotto il 2% nel 2023.
«È una valutazione miope. Il risultato del M5S alle comunali del 2023 sconta l’errore di non aver corso uniti ai progressisti ma diversi grillini hanno votato centro-sinistra e le sue liste civiche, che hanno portato alla vittoria di Castelletti con quasi il 55%. Altri hanno disertato le urne: con il Campo largo quei voti si possono recuperare».

I 5 Stelle nel Campo largo disinnescano il rischio che la sinistra ecologista corra da sola al primo turno?
« Penso di sì. Le tentazioni costruite sul proprio ombelico hanno sempre ottenuto grandi delusioni. È stato dimostrato che può esserci convergenza d’intenti, penso all’unità già dimostrata sul salario minimo e sul nodo carcere».

Il candidato sindaco del 2028 sarà sempre Castelletti?

«Me lo auguro. E credo che ci siano tutte le condizioni affinché la coalizione la sostenga in modo compatto. La sindaca ha operato bene ha garantito l’unità della maggioranza nonostante i momenti di crisi dentro la Giunta e il Consiglio Comunale. Lo stesso segretario cittadino del Pd, Roberto Cammarata, si è già detto favorevole alla ricandidatura di Castelletti».

Vito Crimi vive a Brescia, è stato reggente dei 5 Stelle, sottosegretario: potrebbe avere un ruolo in Loggia?

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