Persino dall’Ungheria: senza un centro politico e sociale alleato... la sinistra perde

Mi chiedo fino a quando possiamo ancora abusare della benevolenza del Padreterno senza metterci del nostro per poter vincere contro la Destra. Abbiam visto – ma sorpresi! - il “miracolo” della vittoria del Referendum e la sconfitta della Meloni. Con la riapertura della speranza sulle prossime politiche. E che facciamo? Diamo la stura alle primarie che son quanto di più divisivo si possa immaginare nel PD e nel Centrosinistra, immaginando già vicina la vittoria. Corroborata dalla sconfessione di Trump verso la Meloni? Non rendendoci conto che tale sconfessione può essere proprio il miglior “atout” per la Meloni e per il suo riposizionamento destro-centrista che sta già abilmente attivando, anche con riferimento all’Europa, verso papa Leone ed il voto cattolico delle prossime elezioni tra un anno in Italia. E persino interprete della vittoria di quel Centrodestra potabile in Ungheria contro il suo super-sodale Orban!

E noi? Intanto non traiamo insegnamenti dalle elezioni territoriali, sia Regionali che Locali. Brescia inclusa. Si propongono le Primarie di uno schieramento del Campo Largo di Zingaretti, vecchio ormai di 8 anni ed identico a quello che ci ha già visto più volte sconfitti. Senza una sola novità, se non una Destra che sta trasformando le sue recenti sconfitte in possibili future vittorie.
Il Congresso anticipato chiesto da destra e da sinistra nel PD per un riposizionamento strategico del PD? Niente. Un Centrosinistra che negli anni ha sposato quasi tutte le varie forme di governo e di sistemi elettorali? Niente. Si è sostenuto, anche nel nostro Statuto, che il Capo del partito è il Capo del Governo… che sarà il modello anglosassone, ma pure quello sovietico che abbiam scaricato in una famosa polemica sulla “egemonia”, tra partito e stato!
Ma soprattutto si è rimosso il fallimento (sic!) del sostanziale bipartitismo sposato con l’idea del partito maggioritario (da cui peraltro deriva anche l’idea delle primarie, immaginate come modalità di selezione, ma interne allo stesso partito maggioritario, sul modello anglosassone), quindi in alternativa alla coalizione del Centro sinistra.