Intervento del compagno Claudio Bragaglio
Segretario della Federazione di Brescia.
Cari compagni e care compagne,
dopo una attenta riflessione, dopo un non facile né scontato ripensamento sulle recenti discussioni che si sono avute nel gruppo dirigente, nel C.F e nella C.F.C., ho deciso di chiedere la parola alla ripresa e non a conclusione del dibattito stesso. Mi scuso, per questo; è un fatto un poco inusuale, me ne rendo conto, ma la serietà e la gravità del problema che ci sta oggi di fronte non possono indurci a rispettare soltanto prassi consolidate. Mi auguro, inoltre, che le mie parole non siano ambigue ed i concetti espressi non risultino “pluriuso”, come polemicamente è stato qui rilevato.
La situazione politica interna alla nostra Federazione si è fatta sempre più difficile e travagliata, in quest’ultima fase; il quadro delle tensioni è diventato preoccupante e si è raggiunta una misura politica che va ben al di là dei problemi che pure sono caratteristici di una fase congressuale.
Passaggi complessi e travagliati nella definizione della linea politica e nella formazione degli organismi dirigenti non sono nuovi, ma sempre la nostra Federazione ha saputo individuare strade – od anche semplici ed impervi sentieri – per uscirne positivamente. È la nostra stessa storia, dunque, un atto di fiducia; una fiducia ben riposta in un gruppo dirigente che – ne sono certo – sicuramente non andrà delusa neppure in questa, pur così impegnativa occasione congressuale.
Riunione del Comitato Federale e della Commissione Federale di controllo (seduta del 25 novembre 1985)
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