Casa: Erp, housing sociale, CdQ-Torri San Polo

Bragaglio: per la ‘Torre Tintoretto’ annullare il Protocollo con Investire SGR

A giudicare dalle dichiarazioni del Presidente dell’Aler, Ettore Isacchini, sulla Relazione dell’Agenzia delle Entrate per la Torre Tintoretto, ho netta l’impressione che l’abbia travisata, o neppure letta. Tale Relazione si conclude con un giudizio critico: “l’operazione di sviluppo immobiliare (di Investire SGR) risulta finanziariamente non sostenibile ed economicamente svantaggiosa in quanto dal punto di vista economico-finanziario non produce ricchezza, ma erode le risorse investite”.
Ebbene, anche dopo un tale giudizio, Isacchini esprime “il suo sì convinto” all’operazione. Ma chiedendo al Comune, e non già all’Aler proprietario della Torre, di addossarsi le responsabilità conseguenti. Compreso – temo - anche il rischio del ricorso alla Corte dei Conti per un danno erariale di 21.6 mln. di euro. A cui si aggiungerebbero anche altri 4 mln.,  messi in carico agli Enti Pubblici, e a fondo perduto, a favore di Investire SGR. Cifra che, a giudizio dell’Agenzia, si renderebbe indispensabile per aggiustare i parametri sballati di Investire SGR. Con una contestazione che riguarda persino il costo per la demolizione. Per Investire SGR solo 1.2 mln., per l’Agenzia più del doppio, circa 2.7 mln.



Bragaglio: l’Agenzia delle Entrate valuti la Tintoretto come richiesto anche dall’assessore Fenaroli

Si susseguono nel confronto pubblico notizie contraddittorie sul punto decisivo di valutazione e di legittimità degli atti riguardanti la Tintoretto. Nonché sulle posizioni da me sostenute e che mi inducono ad una precisazione. E non solo con riferimento ai problemi di legittimità – che confermo – d’un percorso che coinvolge Investire SGR, ma alla luce d’una Delibera, del giugno del 2015, che si proponeva un obbiettivo opposto. Essendo passati dalla “riqualificazione della Torre in alternativa alla demolizione” al suo rovescio.
Il nodo riguarda la valutazione immobiliare della Torre ed eventuali responsabilità per danno patrimoniale. A tal fine è stata coinvolta anche l’Agenzia delle Entrate. Ma alla domanda: l’Agenzia esprime una valutazione sulla Torre? Per ora le possibili  risposte sono: sia sì che no.
Sì, se stiamo al buon senso, alle dichiarazioni pubbliche dell’assessore Fenaroli, al Dispositivo (ma non alle Premesse) della Delibera di Giunta del 18.1.17.
No, se stiamo all’Accordo sottoscritto da Aler e dal Comune, e che ha coinvolto anche i dirigenti dell’Agenzia, nelle persone dei dott. F. Pastoressa ed O.R. Lotti.
Ho già sostenuto come tale Accordo escluda una perizia specifica della Tintoretto, in quanto l’oggetto (dettagliato e vincolante) riguarda il progetto di Investire SGR, e non già la Torre. Anche l’importo economico per tale perizia della Agenzia (circa 4 mila euro) ne è conferma.


Con Investire SGR e demolizione Tintoretto: un danno patrimoniale per Aler e Comune di 21 milioni

Di cosa parliamo con riferimento ancora alla Torre Tintoretto? D’un possibile danno patrimoniale pubblico per Brescia superiore a 21 milioni di euro. E quindi anche delle relative responsabilità. A seguito d’un mio recente intervento sulla Torre ho registrato varie reazioni. Tralascio gli aspetti urbanistici ed abitativi, pur decisivi, per rilevare che, in particolare, una reazione mi ha negativamente colpito. Sorpreso, da parte mia, delle sorprese di consiglieri comunali ed amministratori a fronte di precise cifre e di rischi anche patrimoniali. Che, sebbene noti da tempo, risultavano in gran parte ancora da loro ignorati o sottovalutati. Persino increduli nel dover scoprire palesi implicazioni di responsabilità amministrative in presenza d’un eventuale ricorso alla Corte dei Conti.  Sto all’essenziale.
Con la demolizione si determina un rilevante danno patrimoniale, oggi quantificabile, in base alla perizia del valore della Torre (fatta nel 2013 da Probrixia- Camera di Commercio) di circa 15 milioni di euro. Tutto questo per voler realizzare un intervento edilizio privato, proprio su quel sedime, ma che potrebbe invece essere attuato – peraltro senza alcun danno patrimoniale - in altre parti della città (Sanpolino, recupero di aree ex industriali…).
In secondo luogo quell’area pubblica verrebbe ceduta gratuitamente ad un privato, Investire SGR,  rinunciando ad un valore di circa 4 mln di euro, considerando il valore d’una edificabilità di circa 21,5 mila mq, con valori economici rapportati all’edilizia convenzionata di Sanpolino (in parte edilizia sociale e 5 mila mq in edilizia libera). Per non dire poi anche della mancata riscossione degli oneri di urbanizzazione.
In terzo luogo il costo dell’abbattimento (1,2 mln) ed il risarcimento  all’Aler della Torre (di sole 500 mila euro) verrebbero ampiamente ripagati ad Investire SGR dal pubblico stesso (Aler e Comune) con un contributo a fondo perduto di 2,3 mln di euro. Cioè con 600 mila euro in più dei costi previsti da Investire SGR per far liberare il sedime. Non male!
Quindi in termini patrimoniali Investire SGR costruirebbe alloggi di sua proprietà da mettere a reddito ovviamente per se stessa, ma a condizioni di favore che nessun’altra Impresa privata o Cooperativa ha mai avuto a Sanpolino o in altre parti della città. E il pubblico (Aler e Comune) registrerebbe in questa operazione una perdita di circa 21,6 mln di euro, senza alcuna compensazione patrimoniale. Perdita dovuta all’azzeramento dei valori di Torre, area edificabile, oneri di urbanizzazione e per il contributo di 2.3 mln di euro a fondo perduto.

Bragaglio: i guai di “Investire SGR” non possono ricadere sulla Tintoretto e su Brescia

La vicenda esplosa sulla stampa, che coinvolge alcuni Fondi immobiliari per il deprezzamento delle loro quote fino all’80%, purtroppo parla anche di Brescia. Il riferimento è alla società Investire SGR che sta ipotizzando un’operazione immobiliare per 30 milioni per la vicenda della Torre Tintoretto.
Per dire della gravità della questione basti citare l’incipit d’un articolo di Walter Galbiati (la Repubblica, 6.1.17), in cui si afferma che “c’è un caso di risparmio tradito che ha fatto meno scalpore del Monte dei Paschi o dell’Etruria, ma che sta per deflagrare con numeri da capogiro…”.
Si tratta delle quote vendute da Poste italiane per quattro Fondi immobiliari. Ebbene due di questi Fondi - Obelisco e Invest Real Security - riguardano appunto Investire SGR. Con una caduta di valore delle quote dei due Fondi che passano dai 2500 euro iniziali, rispettivamente a 390 e 216. Al punto che con il 31 dicembre 2016 Invest Real Security ha dovuto pure chiudere i battenti.
Per rilevare l’importanza che questi due Fondi ricoprono in Investire SGR basti segnalare che essi rappresentano il 55% dell’attività globale dei Fondi quotati.
Il tutto in attesa di smentite – finora non pervenute – in merito a questi dati forniti dalla stampa.
La ricaduta su Brescia è evidente in quanto può riguardare l’affidabilità dell’interlocutore che è da tempo coinvolto nella vicenda della Tintoretto. A partire dalla Delibera del giugno del 2015 che stabiliva percorso ed incarico ad Investire SGR per una “riqualificazione della Torre in alternativa alla demolizione”. Ma che, cammin facendo, pur non essendo cambiati né Delibera, né Protocollo sottoscritto, ha registrato un’inversione di 180°, diventando, per iniziativa (o, meglio dire, per un aut…aut...) di Investire SGR una “demolizione della Torre in alternativa alla riqualificazione”.




Torre Tintoretto, i dubbi sulla perizia dell'Agenzia delle Entrate

TORRE TINTORETTO, I DUBBI SULLA PERIZIA.
Bragaglio sull’intesa con l’Agenzia delle Entrate: ”Attenzione, si profilano problemi di legittimità”
Di Natalia Danesi. (Bresciaoggi  29.12.2016)
In una delle prossime sedute la giunta comunale sarà chiamata ad esprimersi sulla convenzione con l’Agenzia delle Entrate per la perizia sull’operazione di demolizione della torre Tintoretto.
Come è noto, la Loggia sta valutando con Investire Sgr, un’ipotesi di abbattimento dell’edificio per realizzare 260 alloggi di housing sociale. Dal punto di vista urbanistico, l’iter è stato avviato a inizio novembre. I portavoce di Investire in commissione hanno confermato la disponibilità economica di 29 milioni di euro, escludendo però la possibilità di riqualificazione dell’edificio che era stata prevista dalla delibera di giunta e dal protocollo del giugno 2015. Al vaglio dell’Agenzia, a cui è stata girata una prima bozza del testo della convenzione che si attende venga restituita con le modifiche necessarie, il Comune intende dunque sottoporre la congruità della nuova procedura dal punto di vista patrimoniale.
Un iter che però non convince l’ex assessore alla Casa Claudio Bragaglio, perplesso sull’intero impianto del progetto. A partire dalla valutazione economica dell’edificio che - ricorda - una perizia di Pro Brixia valutava in 15,3 milioni di euro e per la quale «Investire prevede invece una corresponsione di soli 500mila euro». In questo modo la giunta darebbe il via libera ad una «demolizione con perdita patrimoniale di 200 alloggi Erp di proprietà pubblica senza nessuna compensazione patrimoniale». Una prospettiva per certi aspetti più arretrata, secondo l’ex assessore, di quella ventilata dalla giunta Paroli che aveva prospettato «o l’abbattimento per costruire sullo stesso sedime nuovo Erp, mantenendo dunque anche il valore patrimoniale pubblico, o la vendita sul mercato dei diritti edificatori».

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