Attività Amministrativa

Bragaglio: Valcamonica Sanita’ e TPL tra Sondrio e Brescia

Merita interesse il confronto che s’è riaperto sulla sanità in Valcamonica. Intanto per contrastare l’allarmante riduzione dei servizi ospedalieri. Ma - più in generale – per i problemi sottesi allo spostamento della Valle nell’ATS della Valtellina. Parlo del futuro Cantone di Sondrio, come proposto dal presidente della Lombardia, Maroni. Un Cantone che  “montano” ritengo non possa regionalmente definirsi, con fuori la Bergamo delle Orobie e la Brescia di Valtrompia, Valsabbia ed Alto Garda. Ora tutto si rinvia al referendum del 4 dicembre, per poi dar vita – comunque vada - al riordino di Province-Cantoni, come Enti di Area Vasta.
Ma si dà il caso che i problemi non aspettino. Infatti il quadro che emerge per gli ospedali di Esine ed Edolo è allarmante. Anche a non voler prendere alla lettera l’amico sen. De Toni quando (dopo aver affermato che per importanti operazioni lui comunque va al Civile di Brescia) sostiene che “difenderà fino alla morte” l’ospedale camuno di frontiera. Mi auguro proprio che vi siano tutte le condizioni per evitargli questo suo supremo sacrificio. Ponendo rimedio, in primo luogo, agli errori già compiuti.
Infatti è stato un errore l’aver lasciato cadere, senza colpo ferire, l’autonomia dell’ASL della Valcamonica, strappata in Regione nel ’98, contro Formigoni-Borsani. Un errore che si collega all’accettazione d’un unico Cantone Montano, a livello regionale, quindi ad un’unica Azienda sanitaria ATS.




La truffa di…Matisse: Brescia contro Brunello, ex Artematica

Ottima l’iniziativa della Loggia, costituitasi parte civile contro l’ex amministratore di Artematica, Andrea Brunello. Si tratta infatti d’individuare le responsabilità penali che hanno gravemente investito la Mostra di Matisse. Oggetto allora d’aspre polemiche e d’una meritevole iniziativa del Gruppo consiliare del PD. Ma va altresì focalizzato un aspetto che allarga, ben oltre Brunello, l’orizzonte delle responsabilità. Questioni che ebbi modo di illustrare anche a seguito d’una mia convocazione in Procura. E che, con una sequenza di “perché?,” di seguito riproporrei.
Perché  la Fondazione, presieduta da Faustino Lechi, ha cambiato lo Studio legale bresciano che aveva già predisposto il precedente Contratto per la Mostra Inca.
Perché s’è decisa una ristesura del Contratto ricorrendo, ma fuori Brescia, all’assistenza dello Studio del presidente della Compagnia delle Opere di Milano, l’avv. Guido Bardelli.
Perché il cambiamento del Contratto s’è concentrato proprio sull’azzeramento, nei fatti, di controlli e rendicontazioni.
Perché, dopo solo cinque mesi dall’approvazione del Contratto Matisse (giugno 2010), Artematica ha preteso ed ottenuto a novembre un’ulteriore modifica che ha ridotto la materia per un possibile controllo - da parte di Comune e Fondazione - a meno della metà del Bilancio della Mostra (2.3 mln su un totale di 5.1 mln ).
Perché l’elenco delle spese su cui poter fare verifiche - peraltro a quel punto più che dimezzato - veniva per Contratto predisposto dalla sola Artematica (quindi dalla stessa società controllata!), senza neppure l’obbligo, da parte sua, d’una presentazione dettagliata di fatture e documenti rendicontati.
Perché è stato tolto dal nuovo Contratto il riferimento a tutti i visitatori effettivamente “paganti” (limitato a soli 150 mila su 230 mila), al fine di poter erogare ad Artematica il corrispettivo totale di fine Mostra.

Perché s’è voluto favorire Artematica aggirando anche il pagamento dell’eventuale penalità prevista per il mancato raggiungimento dei 230 mila visitatori stabiliti.



Lombardia orientale: dal ‘se’ al ‘come’ e al ‘cosa’ fare


BsNews.it e Fondazione Micheletti

Mercoledì 16 marzo ore 17.30
presso Fondazione Micheletti
via F.lli Cairoli 9 – Brescia
 
Dibattito
Brescia, provincia di Milano o leader della Lombardia Orientale?
Intervengono
Sandro Belli imprenditore e membro dello Staff del Sindaco di Brescia
Claudio Bragaglio vicepresidente agenzia TPL di Brescia
Pierluigi Mottinelli presidente Provincia di Brescia
Aldo Rebecchi pres. Fondazione Micheletti e coordinatore Staff del Sindaco di Brescia
Fabio Rolfi vice capogruppo Lega Nord Regione Lombardia

Da tempo è in atto un serrato confronto sul futuro dell’area lombarda non compresa nella città metropolitana milanese (circa 3 milioni di abitanti). Sul piano delle iniziative istituzionali sono da segnalare positivamente impegnativi incontri e documenti delle quattro province (BS, BG, MN e CR) e dei quattro Comuni capoluogo. Brescia in prima fila, con il presidente Mottinelli ed il sindaco Del Bono che si sono fatti convinti promotori d’un tale necessario percorso di collaborazione interistituzionale. Con finalità riguardanti molteplici aspetti: dalla mobilità alle infrastrutture, dall’organizzazione dei servizi territoriali al ciclo delle acque, dalla tutela dell’ambiente alla valorizzazione delle città d’arte.
In particolare, poi, si tratta anche di gestire la riorganizzazione sovra-provinciale prevista anche per settori ed uffici statali. Nonché per la stessa realtà regionale, si pensi a quanto già deciso per l’Aler.
Analogo e positivo impegno s’è sviluppato da parte delle categorie economiche. Dalla iniziale riorganizzazione di Confesercenti alla proposte di Confartigianato, illustrate recentemente in un interessante convegno che ha visto la partecipazione dei quattro Comuni capoluogo.
Anche dal punto di vista della Stampa locale s’è registrata una significativa attenzione. In particolare segnalo il dibattito promosso nelle settimane scorse da Bsnews e che approda ora ad un incontro pubblico organizzato per mercoledì 16 marzo, alle ore 17,30, presso la Fondazione Micheletti di via Cairoli 9, a Brescia.
Si tratta però di capire il punto esatto a cui siamo approdati.
Siamo già oltre il richiamo alla necessità di ritrovare le ragioni d’una collaborazione tra vari soggetti nell’area della Lombardia Est.
Si tratta ora di capire e di decidere ‘come’ e ‘cosa’ fare. Sia in rapporto alle proposte formulate da Regione Lombardia (proposta dei Cantoni), che alla conferma o modifica della Legge Delrio sul ruolo e le funzioni degli Enti di Area Vasta.

Bragaglio: Brescia e riordino delle autonomie locali

In questi mesi s’è infittito il confronto sulla penalizzazione delle autonomie locali. Lungo una traiettoria ‘bipartisan’, s’è passati dal federalismo al neocentralismo. In troppi casi, complice anche il silenzio delle vittime sacrificali. Anche su proposta del presidente Maroni, s’è aperto in Lombardia il confronto sul Riordino delle Autonomie. Non son mancate idee surreali. Come la suddivisione della Regione in tre aree: la Milano metropolitana ed il resto a metà tra un’area montana ed una padana. Poi l’idea dei Cantoni che, al di là d’un fantasioso accostamento alla Svizzera, si muove in realtà sulle Province, prevedendo alcuni accorpamenti. Ma non già Bergamo e Brescia, province con più d’un milione di abitanti.
Ma il problema sta non nella geografia, bensì nel riassetto politico-istituzionale. Con l’introduzione della Città metropolitana ed il depotenziamento della Regione (con la riforma della Costituzione) la Lombardia cambia profondamente. Il problema cruciale della ‘Lombardia Orientale’ nasce da queste novità e dal rischio d’una emarginazione della ‘grande provincia dell’Est’.




Lombardia orientale e nuovi Enti di Area vasta

Con riferimento all’intervento su BsNews di Sandro Belli (uno dei ‘saggi’ del Sindaco Del Bono) sulla “Lombardia Orientale”, desidero fare alcune considerazioni. Non saprei dire della sua rivendicazione d’un personale ruolo propulsivo. Visto che il tema è degli anni ’70 e che era funzionale alla creazione d’un polo universitario statale (Eulo), allora negato per limiti di territorialità. Ma nel merito dell’odierna importanza strategica sono pienamente convinto, in quanto la Lombardia Orientale torna d’attualità per trasformazioni, crisi e sconquassi in atto.
Alludo alle modifiche legislative (Legge Delrio n.56/2014) e costituzionali riguardanti Regioni e Province. In sintesi: il nuovo assetto potenzia le Città metropolitane, ridimensiona le Regioni, liquida le Province, frena il ruolo dei Comuni. Con relativa incognita sull’enigmatico futuro delle ‘Aree vaste’.

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