Trasporto pubblico (TPL) e Metrò

Bragaglio: il referendum di M5S per far deragliare il…tram?

Ho letto con l’attenzione che merita l’intervista su BresciaOggi del candidato del M5S, Guido Ghidini. In parte condividendola e in parte no. Ma sul punto del Tram vorrei esprimere un’opinione personale. Senza però sottacere, in qualità di Presidente dell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale (TPL), che l’Agenzia di Brescia ha espresso un parere favorevole sul Piano della Mobilità (PUMS) del Comune di Brescia, promosso dall’assessore Federico Manzoni, comprensivo anche del Tram, e su una condivisibile intermodalità cittadina connessa a quella provinciale. Nella logica di favorire il sistema metropolitano del trasporto pubblico, anche su ferro.
La posizione di Ghidini mi pare rispecchi (anche sulla mobilità ed i bus elettrici) quella che ho ascoltato nell’intervento in Consiglio del capogruppo del M5S, l’avv. Laura Gamba.
Ma la mia attenzione si sofferma sul Referendum che Ghidini richiederebbe sul Tram.
Se il tema è il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni nessun problema. Anzi. Ma fra tutte le possibilità immaginabili (dalle Assemblee di Quartiere, al voto stesso delle amministrative) la scelta del Referendum non mi pare la più opportuna. Pur immaginando che la proposta di Ghidini sia limpidamente espressa in termini di reale partecipazione dei cittadini. E non già d’una strumentalità per far… deragliare il Tram.


Bragaglio: “Serve un TPL di qualità. Gara nel 2019, ma vogliamo garanzie sulle risorse”.

Intervista di Davide Bacca - Giornale di Brescia 20 08 2017

Il ridisegno del trasporto pubblico bresciano slitta al 2019. Nel frattempo saranno introdotti i costi standard. Ma soprattutto andrà messa in campo un’azione di forcing nei confronti di Stato e Regione per avere garanzie sulle risorse a disposizione, in modo che la rivoluzione del TPL non vada a pesare sulle tasche dei passeggeri. Claudio Bragaglio traccia così la road map dei prossimi mesi.

Il futuro dell’Agenzia TPL per programma di bacino e gara

Ho espresso, sia in sedi politiche che amministrative, una fiduciosa valutazione sul futuro delle Agenzie del Trasporto Pubblico Locale (TPL) che ha sollevato alcune legittime obiezioni. La questione riguarda, in particolare, la loro operatività per il Programma di Bacino e l’indizione delle Gare europee per il Gestore del TPL. Da parte mia, rimango convinto che i possibili diversi esiti del Referendum del 4 dicembre sono (o potrebbero essere) poco influenti, con riferimento al merito specifico del trasporto pubblico locale.
Senza voler, con questo, neppure sfiorare il nervo scoperto dello scontro elettorale.
Infatti se vince il No si sta nel quadro normativo già in essere, sia per le attuali Province che per Agenzie TPL, con relativa legge regionale n. 6/2012. Più problematica la situazione in caso di vittoria del Sì.  Ma – stando sempre e solo al TPL - meno di quanto si possa immaginare. A partire dalla stessa natura giuridica dell’Agenzia TPL, costituita da Comune, Provincia e Regione.





La Valle Camonica dentro o fuori il Trasporto Pubblico bresciano?

Il presidente della Provincia, Pierluigi Mottinelli, ha riproposto in modo convincente il tema dell’integrità territoriale bresciana, con riferimento alla Valle Camonica. Molti i problemi derivanti da una scelta diversa, anche per la riorganizzazione del Trasporto Pubblico Locale (TPL). A tale proposito ho sottoposto al presidente dell’Agenzia TPL, Corrado Ghirardelli, ed ai referenti istituzionali  – Regione, Provincia, Comune capoluogo – una richiesta di chiarimento. Infatti il “Documento di Riferimento”, riguardante il riordino istituzionale della Lombardia, reso noto giorni fa dalla Regione, presenta possibili ricadute negative, anche per l’Agenzia TPL di Brescia.
In tale Documento si ripropone il distacco della Valle Camonica da Brescia ed il suo assorbimento nel “Cantone” della Valtellina, confermando il Documento della Giunta Maroni, del marzo 2016.
Nessun peso hanno avuto le contrarietà della Provincia, di Sindaci, Amministratori locali e Consiglieri Regionali del Centro Sinistra, di realtà imprenditoriali, come AIB e Confartigianato, e di Cgil, Cisl ed Uil. Così come dell’Anci regionale e delle Province lombarde.
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Claudio Bragaglio
vicepresidente dell’Agenzia di Brescia

Brescia, 28.7.2016




Trenitalia sopprime le "Frecce bianche" - la rivolta dei pendolari

Parole grosse sulla stampa – rabbia e rivolta dei pendolari – per una situazione che sta esplodendo per le scelte di Trenitalia sulla linea Brescia–Milano ed oltre. Una delle due linee strategiche più importanti del Paese. Parole pesanti, ma motivate dai fatti. La repentina e anticipata sostituzione delle Frecce Bianche con le Frecce Rosse rispetto ai programmi preventivati (cambio orario invernale 2016-17), con rilevanti aumenti di costo e cambio delle modalità d’uso, ha determinato uno sconquasso. Fino a ieri i “pendolari del disagio” erano soprattutto colletti blu e studenti su linee ritenute secondarie. Oggi sono “colletti arcobaleno” e sulla tratta principale. L’assenza poi d’informazione moltiplica tensioni. Con cartelli alle stazioni che riportano ancora orari e treni fatti già sparire come per magia da Trenitalia, come da un David Copperfield.
Come Agenzia del TPL di Brescia, pur non avendo dirette competenze, se non per aspetti riguardanti la ricaduta sul trasporto locale, giorni fa abbiamo con la Provincia incontrato il “Comitato dei pendolari” e pubblicamente condiviso le loro forti preoccupazioni sulla soppressione quasi totale (36 treni su 44), entro il 2016, delle Frecce Bianche. Avanzando peraltro proposte per la velocizzazione dei treni Regio Express ed auspicando un Tavolo regionale per il riordino del sistema.



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